Putin appoggia la Siria: “Aiuti in caso di blitz”

La spinosa questione sulla Siria circa l’attacco militare tornare al centro di aspre divisioni. Al G20 sembra essere tornato il disaccordo e  Putin: “Ne abbiamo parlato fino a tarda notte, G20 rimane spaccato”. Anche Cameron: “Vladimir Putin è lontano miglia dalla verità sull’uso di armi chimiche”. Il premier italiano Enrico Letta: “Permane in modo molto doloroso la divisione sul tema della Siria. Lavoreremo affinchè rientri, per una soluzione politica ma anche per ribadire la condanna sull’uso delle armi chimiche”. Gli Stati Uniti mantengono il loro impegno per la ricerca di una soluzione negoziale del conflitto siriano, nonostante la recente escalation di tensione e la minaccia di un intervento militare contro il regime di Damasco, ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Ben Rhodes. Pur criticando il sostegno di Mosca a Bashar Al Assad, Rhodes ha affermato che gli Stati Uniti intendono comunque “lavorare con la Russia su un processo Ginevra II?”.

Il G20 sta volgendo al termine, infatti, è ancora in corso la seconda e ultima giornata che chiude il summit dei potenti del mondo a San Pietroburgo. Anche oggi la questione che ha tenuto banco e lo tiene ancora è quella della Siria.  I big mondiali restano divisi. C’è da dire anche che nella stesura del comunicato finale – pubblicato sul sito del G20 – non si parla di Siria. L’attenzione nel documento finale è stata rivolta al lavoro e ai finanziamenti.

Secondo il premier turco Recep Tayyip Erdogan in una conferenza stampa al termine del vertice quasi tutti i leader al G20 sono d’accordo con la necessità di un intervento militare in Siria. Quindi il vento della guerra continua a soffiare.

Gli Usa sono pronti ad attaccare la Siria. Stando a quanto rende noto l’Abc News, missili sparati da aerei bombardieri americani B2 e B52 potrebbero presto raggiungere la Siria, nel corso di un’operazione che potrebbe durare due giorni. Ma nella cena del G20 di ieri, sono emerse notevoli divergenze di opinioni tra i leader’. Del resto lo stesso presidente americano Barack Obama, ha detto al leader cinese, Xi Jinping, che sulla Siria è importante continuare a lavorare con l’Onu, ma allo stesso tempo ha ribadito la necessità di un intervento contro il regime di Assad, responsabile dell’uso di armi chimiche. Lo afferma la Casa Bianca.

L’amministrazione Usa, inoltre, bacchetta Mosca. Ancora una volta l’America rimprovera alla Russia, il mancato appoggio riguardo ad un intervento militare.  “Sulla Siria il Cremlino si rifiuta di agire, anche in sede Onu, e semplicemente vuole evitare il problema, ha detto la Casa Bianca nel corso di un briefing al G20 di San Pietroburgo.

“Le differenti posizioni dei leader – ha riferito Peskov portavoce del Cremlino, sono state confermate durante la cena. Diversi Paesi hanno sostenuto la necessità di misure urgenti a prescindere da qualsiasi organismo internazionale legittimo. Molti altri Paesi hanno parlato contro la svalutazione della legge internazionale o l’ignorare che solo il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha il diritto di decidere sull’uso della forza. La divisione delle forze era quasi uguale”, ha sintetizzato.

Il Papa: “Pace bene umanità”. Intanto dal Vaticano arriva l’ennesimo appello alla Pace. Papa Francesco dal suo account twitter, con l’hashtag #prayforpeace ribadisce: “La pace è un bene che supera ogni barriera, perché è un bene di tutta l’umanità”.

Ban Ki-Moon: “No a soluzioni militari”. L’Onu si schiera contro la guerra. Rivolgendosi ai leader del G20, il segretario generale delle Nazioni Unite ha ribadito l’importanza di una soluzione politica alla crisi siriana. Ban Ki-Moon ha ricordato inotre ai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza della loro “responsabilità collettiva nei confronti dell’umanità” ed ha ribadito che ogni decisione “dovrebbe essere adottata nell’ambito della Carta Onu, come questione di principio”.

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