Siria, Erdogan: “Terroristi ancora presenti nel nord-est”

I combattenti curdo-siriani delle Unita’ di protezione dei popoli (Ypg) non si sono ancora ritirati dai territori del nord-est della Siria che sono teatro dell’operazione militare turca “Fonte di pace”. Lo ha dichiarato il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, prima di partire per l’Ungheria per una visita ufficiale. “La promessa che i gruppi terroristici Ypg, Stato islamico e Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) si sarebbero ritirati dalla regione nel giro di 120 ore non e’ stata mantenuta”, ha affermato Erdogan, ripreso dall’agenzia di stampa ufficiale “Anadolu”. Il presidente turco ha aggiunto che le Ypg continuano ad attaccare le milizie alleate della Turchia, l’autoproclamato Esercito nazionale siriano, che solo nella mattinata di oggi avrebbero perso 11 uomini.

Lo scorso 9 ottobre la Turchia ha avviato nell’area l’operazione militare “Fonte di pace” proprio con l’obiettivo di allontanare dalla sua frontiera meridionale le Ypg e di aprire una “zona di sicurezza” nella quale reinsediare parte dei 3,6 milioni di rifugiati siriani attualmente ospitati nel paese. Nel corso dell’offensiva, i militari turchi e i loro alleati hanno preso il controllo di Tell Abyad e di Ras al Ain. Il 17 ottobre il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha raggiunto un accordo con il vicepresidente statunitense Mike Pence per sospendere l’offensiva in cambio del ritiro delle Ypg a 30 chilometri dal confine nel giro di 120 ore. Cinque giorni dopo, alla scadenza dell’ultimatum, Erdogan ha firmato una nuova intesa a Sochi, questa volta con l’omologo russo Vladimir Putin, per la gestione della sicurezza nell’area. L’accordo ha esteso l’ultimatum per il ritiro di uomini e mezzi delle Ypg dalla “zona di sicurezza” e prevede l’avvio di pattugliamenti congiunti tra l’esercito turco e la polizia militare russa in un’area profonda 10 chilometri all’interno del territorio siriano, con l’esclusione della citta’ di Qamishli. La prima missione di pattugliamento e’ stata condotta il primo novembre. L’intesa di Sochi ha dato il via anche a pattugliamenti congiunti tra la polizia militare russa e l’Esercito arabo siriano nella fascia della zona di sicurezza che si estende per i restanti 20 chilometri.

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