Silvio Berlusconi e gli addii eccellenti in Forza Italia

Brunetta  in una lettera a La Stampa sferra un attacco al Cav:  ‘Berlusconi mi accusa di irriconoscenza, assieme alla collega Gelmini, e profetizza per noi la mancanza di futuro politico. Mi viene facile rispondere che a Berlusconi voglio bene, e sempre gliene ho voluto anche nei momenti più bui, e che non sono stati pochi, che per Forza Italia nei miei quasi trent’anni di militanza ho dato tutto: tutto me stesso, tutta la mia intelligenza, tutto il mio impegno, politico e personale. Mi addolora solo una cosa del commento di Berlusconi: che attacca esclusivamente in maniera scomposta sul piano personale e non tiene in alcun conto le serissime ragioni politiche del nostro addio. Ecco, questo mi fa dire, purtroppo, che Berlusconi ha perso lucidità e umanità, insieme alla qualità straordinaria che gli abbiamo sempre riconosciuto: quella di saper leggere nell’animo delle persone’.

Con il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta non brilla per riconoscenza neppure Mariastella Gelmini, eletta alla Camera nel 2006, ministro dell’Istruzione, università e ricerca nel 2008 e presidente del gruppo di Forza Italia alla Camera, cariche che mantiene anche nell’andata e ritorno del partito da Forza Italia a PdL e poi nuovamente Forza Italia. Era la portavoce di Forza Italia nell’esecutivo: ‘Credo che siano stati i cattivi consiglieri a determinare la scelta di staccare la spina al governo Draghi, non una volontà precisa di Berlusconi’. Queste le parole della Gelmini a Raitre, le ultime pronunciate da ministro per gli affari regionali e le autonomie.

La replica del Cavaliere è arrivata al Tg2 con poche parole. Gelmini e Brunetta? ‘Non sono abituato a commentare le decisioni di chi tradisce senza motivazioni e prospettive politiche. Riposino in pace’.

Sul tema è intervenuta anche la compagna di Berlusconi Marta Fascina, donna e deputata silenziosissima.  La Fascina ha pubblicato una storia su Instagram con la scritta: ‘Roma non premia i traditori’. Già nel luglio 2021, dopo un voto contrario di Coraggio Italia in Commissione rispetto alla linea di Forza Italia, la Fascina si era scagliata contro i traditori: ‘I partiti non sono taxi per raggiungere lauti stipendi e posizioni di potere, salvo poi, una volta raggiunto l’obbiettivo,  cambiare idea, ideali, valori, partito’,  aveva detto la compagna di Berlusconi. Secondo la Fascina, occorreva ridare subito ‘dignità alla politica’, modificando la Costituzione sul vincolo di mandato, impedendo ai parlamentari di lasciare il partito con cui sono stati eletti, pena la decadenza dell’incarico parlamentare: ‘Chi, tradendo il mandato elettorale dei cittadini ha contestato i nostri emendamenti deve riflettere’.

Gelmini ha già lasciato il partito, mentre Mara Carfagna ha fatto sapere di ‘voler prendere le distanze’ dal partito e di aver avviato ‘una riflessione politica’. Ma chi è vicino alla ministra per il Sud garantisce: il futuro è lontano da Forza Italia. Dove andranno entrambe è ancora difficile da ipotizzare. Calenda le ha invitate esplicitamente entrambe in Azione e negli scorsi giorni anche il senatore dem Andrea Marcucci chiedeva al Pd di aprire un’interlocuzione con loro e con Renato Brunetta.

La partita di comunicazione tra Pd e centrodestra è già cominciata. Il destino dei tre ministri sarà cruciale anche per capire chi la spunterà.

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