Silvia Salis continua a presentarsi come il volto nuovo del centrosinistra, la figura moderata, istituzionale, rassicurante. Poi però emergono immagini e scelte che raccontano tutt’altro. Come quella foto in chiesa, durante una celebrazione religiosa, con il pulpito avvolto dalla bandiera palestinese. Una scena che dimostra tutta l’inadeguatezza politica di una sinistra che trasforma qualsiasi luogo, persino una chiesa, in uno spazio di militanza ideologica. Perché chi ambisce a governare un Paese dovrebbe avere equilibrio, misura, capacità di distinguere tra solidarietà umanitaria e propaganda politica. Soprattutto su un tema delicatissimo come il Medio Oriente, dove servirebbero prudenza, responsabilità e capacità diplomatica.
E invece certa sinistra continua a muoversi come un collettivo universitario anni Novanta: slogan, bandiere, schieramenti automatici, senza mai affrontare davvero le contraddizioni. Perché chi sventola certe bandiere spesso dimentica che proprio nei territori governati da Hamas diritti civili, libertà religiose e diritti delle donne e degli omosessuali semplicemente non esistono.
È stato un anno impegnativo con tante sfide, però è stato anche un anno nel quale ci sono stati degli elementi di novità che ci danno soddisfazione», ha dichiarato la sindaca di Genova, Silvia Salis, tracciando un bilancio del proprio mandato a margine della manifestazione “50 Anni Insieme” al Teatro Carlo Felice.
Tra i temi centrali, la situazione del trasporto pubblico locale: «Rimangono le criticità, una su tutte Amt, che sicuramente è in via di risoluzione, ma che ha occupato grande spazio. Mi sarebbe piaciuto poter utilizzare i tanti milioni che abbiamo dovuto mettere in Amt per progetti sociali di sostegno, soprattutto alle scuole d’infanzia».
Guardando al futuro, Salis ha delineato le priorità per la città: «dobbiamo insistere sul nostro sviluppo economico e sullo sviluppo della nostra università, perché anche quella può essere una nuova industria per Genova. Tra gli obiettivi per il prossimo anno — ha concluso la sindaca — ci sono sicuramente l’uscita dall’instabilità di Amt e la sua stabilizzazione, e poi trovare una via solida e uno sviluppo industriale per Amiu sulla raccolta dei rifiuti, con un’idea di progetto che sappia traguardarsi nel tempo».
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