Si va a votare, ma non si sa per cosa

Un Italia distratta da una campagna elettorale feroce in cui non si e’ parlato di Europa

Gli italiani andranno a votare senza sapere bene per che cosa. La maggior parte pare sia convinta che ci sia di mezzo il Governo Renzi, con i partiti che lo sostengono, dall’altra i suoi avversari, tra tutti, il piu’ agguerrito e determinato a mandarlo a casa, in caso di un insuccesso elettorale, e’ il M5S di Grillo e Casaleggio, per non parlare della minoranza interna al Pd. Altri sono convinti che il bersaglio vero dei grillini sia il Quirinale. Ma in tutto questo nessuno sembra essersi accorto che si va votare per il Parlamento Europeo, ed al riguardo siamo  l’unico, tra gli Stati dell’Unione, in cui la campagna elettorale ha assunto i connotati di un’elezione per il rinovo del Parlamento Nazionale, il tutto grazie alla miopia della classe politica e ad una situazione, tutta singolarmente italiana, in cui , a distanza di poco piu’ di un anno dalle elezioni politiche, ci siamo trovati con due governi, entrambi guidati da due Premier che non hanno ricevuto la legittimazione popolare e con un Parlamento eletto con una legge elettorale che la Corte Costituzionale ha ritenuto non conforme alla Costituzione. Gli unici a parlare di Europa sono i piccoli partiti, sia europeisti che antieuropeisti, ma a loro non viene data voce dai media. Eppure di Europa si doveva parlare, di quella idea nata sulle macerie del secondo confltto mondiale, in nome d’una solidarieta’ fra i popoli europei e di cui l’Italia fu uno degli stati fondatori. Solo che strada facendo alla solidarieta’ si e’sostituito l’egoismo e i partiti antieuropei hanno avuto buon gioco, mentre gli altri sembrano essersi trincerati in un atteggiamento puramente difensivo, con lo scopo di salvare l’esistente ma rinunciando a progettare il futuro. Non si parla piu’ di Costituzione Europea , ed e’un errore, perche solo con essa i popoli europei potranno ottenere un’identita’comune. Ma ci si puo’ consolare col fatto che questa volta i trecento milioni di cittadini sparsi in 28 Paesi voteranno per eleggere il prossimo presidente della Commissione Europea.Questo e’ l’effetto di un accordo fra i partiti europei che finalmente hanno iniziato a ragionare sul concetto di popolo europeo, rivendicando cosi’ anche il primato del Parlamento sulle altre istituzioni. Morale del discorso, o l’Europa sapra’ guardare avanti, o finira’ per rimanere vittima della sua miopia e restera’solo un sogno.

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