Dopo mesi di polemiche tra esponenti del Movimento 5 Stelle, PD, Leu e Italia Viva (favorevoli alla norma) ed esponenti del Centro-Destra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e centristi) generalmente contrari al “ddl omofobia”, la commissione guidata dal senatore e avvocato padovano della Lega Andrea Ostellari ha dato il via libera alla calendarizzazione con il voto favorevole di 13 componenti, e contrario di 11 membri. A votare sì, per chiedere l’avvio della discussione sul testo al Senato, sono stati i rappresentanti in Commissione di Pd, M5S, Leu e Italia viva, a votare no sono stati gli esponenti di Lega, Fratelli d’Italia e Lega.
La registrazione della spaccatura della maggioranza che sostiene il governo di Mario Draghi su questo ddl ha portato il Presidente della Commissione Giustizia del Senato Andrea Ostellari a scrivere che “al successivo incardinamento del disegno di legge Zan, seguiranno le audizioni e il dibattito sulle proposte emendative. Il regolamento prevede che il relatore di ciascun disegno di legge sia il presidente della commissione, che ha la facoltà di delegare questa funzione ad altri commissari. Poiché sono stato confermato presidente, grazie al voto della maggioranza dei componenti della Commissione, per garantire chi è favorevole al ddl e chi non lo è, tratterrò questa delega”.
“La legge contro l’omotransfobia, misoginia e abilismo e’ stata calendarizzata in Commissione Giustizia al Senato. Finalmente ora può iniziare la discussione anche in questo ramo del Parlamento, per l`approvazione definitiva”, afferma su Twitter Alessandro Zan, deputato Pd.
Il voto sul calendario dei lavori “ha certificato che, in Commissione Giustizia, la maggioranza è spaccata”. E’ quanto afferma il senatore leghista Andrea Ostellari, presidente della Commissione Giustizia a Palazzo Madama. “Al successivo incardinamento del disegno di legge Zan, seguiranno le audizioni e il dibattito sulle proposte emendative. Il regolamento prevede che il relatore di ciascun disegno di legge sia il presidente della commissione, che ha la facoltà di delegare questa funzione ad altri commissari. Poiché sono stato confermato presidente, grazie al voto della maggioranza dei componenti della Commissione, per garantire chi e’ favorevole al ddl e chi non lo è, tratterrò questa delega”.
Non si è fatta attendere la reazione del deputato Pd Alessandro Zan: “Ostellari che si autonomina relatore è solo un altro tentativo di affossare la legge. Ancora una volta dimostra di gestire la Commissione Giustizia del Senato come fosse di sua proprietà. Le istituzioni si rispettano. Questo è un atteggiamento vergognoso e inqualificabile”.
“In questi mesi sono affiorati diversi dubbi sul testo del ddl Zan in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, condivisi da persone di diversi orizzonti politici e culturali. È necessario che un testo cosi’ importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguità interpretative”. Lo comunica la presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, aggiungendo: “Auspichiamo che si possa sviluppare nelle sedi proprie un dialogo aperto e non pregiudiziale”, si aggiunge. “una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna”.
Soddisfatti in primis per il via libera della Commissione i rappresentanti dei partiti del centrosinistra, tra cui la responsabile Diritti del Pd Anna Rossomando, che sui social ha dichiarato: “È stata lunga, ma questo risultato lo abbiamo ottenuto, le manovre ostruzionistiche non sono bastate. Ora andiamo avanti”.
Entusiasmo anche da parte di Italia Viva: “Finalmente il Ddl Zan è stato calendarizzato in Commissione giustizia, grazie all’apporto decisivo di Italia Viva. Un passaggio fondamentale per approdare ad una legge che il Paese aspetta”.
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