Dipendenti del comune sanificano la zona occupata dai migranti e successivamente sgomberata a Torino, 12 maggio 2020 ANSA/TINO ROMANO

Sgomberati senzatetto accampati davanti Comune dopo la chiusura di un dormitorio

È in corso dalle prime luci del giorno lo sgombero di 43 senzatetto che da una settimana, in seguito alla chiusura del dormitorio invernale di piazza d’Armi, vivono accampati davanti al Comune di Torino. Sul posto sono presenti Polizia e Carabinieri. Non si registrano tensioni. Provata la temperatura, i senzatetto sono stati  fatti salire su autobus che li ha accompagnati nel padiglione V del Parco del Valentino.

“Le persone saranno trasportate nell’hub temporaneo allestito al Valentino, dove resteranno in attesa dei risultati del tampone”. Lo spiega l’assessore comunale di Torino Antonino Iaria, in piazza per seguire le operazioni di sgombero. I tamponi verranno fatti a tutti indipendentemente dalla presenza dei sintomi del coronavirus. “Sarà analizzato ogni singolo caso, come già abbiamo iniziato a fare durante la settimana scorsa – aggiunge l’assessore – per prevedere percorsi di inserimento alternativi all’hub, in base alla situazione di ognuno di loro. Conosciamo la situazione di tutti e per tutti si cercherà una soluzione”.

Per trasferirli è stata emessa un’apposita ordinanza della sindaca, Chiara Appendino. Il trasferimento è avenuto con la massima collaborazione dei senzatetto. Saranno ospitati in un luogo gestito dalla Croce Rossa, pulito, sicuro e attrezzato con i necessari servizi per l’igiene personale, dove sarà possibile ascoltare le loro esigenze e, a differenza di quanto poteva avvenire in piazza, svolgere i colloqui in un clima sereno e discreto, oltre verificare la loro situazione documentale e a procedere ai necessari controlli medici, anche in relazione alle disposizioni sulle attività sanitarie di prevenzione e contenimento del contagio da Covid-19.

Il compito di effettuare i tamponi sarà affidato all’Unità di crisi e gli esiti saranno garantiti in tempi brevi affinché, per coloro che risulteranno negativi all’esame, si potrà procedere all’inserimento in spazi di accoglienza della Città: dormitori o altre abitazioni temporanee riservate a persone fragili, i cui posti sono stati incrementati di numero nelle ultime settimane per meglio rispondere alle necessità generate dalla situazione di emergenza.

“Mi auguro che sia un principio di soluzione e che non si tratti solo di un modo per sgomberare la piazza”. Così l’avvocato dell’Asgi, Gianluca Vitale, commenta lo sgombero. “Quello che lascia l’amaro in bocca è che qualcuno pensava che chiudendo piazza d’Armi le persone sparissero – aggiunge – non era così e c’era bisogno di una soluzione alternativa. Se si fosse pensato prima a un posto dove portare queste persone e poi a chiudere piazza d’Armi, questo non sarebbe successo, queste persone non avrebbero sofferto per altri otto giorni”. “Oggi, finalmente, è anche la prima volta che c’è un rappresentante del Comune in piazza” conclude l’avvocato Vitale.

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