Sergio Battelli, il 5 Stelle con la terza media e la passione per il rock che ‘gestirà’ il Recovery fund

I soldi  del Rocovery Fund saranno gestiti da Sergio Battelli, un 5 Stelle finito al centro delle polemiche per il suo incarico e il suo curriculum. Il trentasettenne è alla guida della commissione parlamentare che si occupa di Politiche dell’Unione europea. La Commissione che si ritroverà a dover vigilare sui preziosissimi fondi del Recovery fund.

Le polemiche dell’ultima ora sono legate al curriculum di Battelli, che si è fermato alla terza media e che prima dell’esperienza nel mondo della politica ha lavorato per dieci anni come commesso in un negozio di animali. Chiude il quadro la sua passione per la musica e la sua avventura da chitarrista in una rock band (Red Lips). Vanta inoltre la pubblicazione di un disco, Fall in Love.

Sergio Battelli è stato confermato alla guida della Commissione per politiche dell’Ue alla Camera, e guiderà quindi l’organismo che dovrà vigilare sui soldi del Recovery fund. Molti hanno sollevato polemiche per il suo curriculum e il suo grado certificato di istruzione: la terza media. In effetti Bettelli non ha mai nascosto di aver lasciato gli studi al quarto anno delle superiori ma per un problema di salute. Grave, gravissimo. “In terza superiore Itis mi ammalo, per un gravissimo caso di malasanità, rimango appeso nella mia malattia per un anno intero, solo dopo mille mili giri tra ospedali, cure e dottori finalmente un bravissimo pneumologo di Genova trova il mio problema. Quella mattina pioveva, ero con mia madre in un piccolo ambulatorio di Villa Scassi mentre mi dicevano, a neanche 17 anni, che avevo un tumore ai polmoni in una posizione “strana” da operare subito, non me lo dimenticherò mai. Passano ancora un paio di mesi e finalmente vengo operato a Padova, nel frattempo avevo perso quasi due anni della mia vita per risolvere il mio problema”, racconta Battelli come riferito da il ‘Corriere della Sera’.

I critici più maliziosi hanno portato alla ribalta il rapporto di amicizia con Luigi Di Maio, ex capo politico del Movimento 5 Stelle e ministro degli Esteri del governo Conte Bis. Lo stesso Di Maio, si narra, lo avrebbe voluto come tesoriere del Movimento 5 Stelle, altro incarico di peso.

Battelli ha voluto rispondere alle accuse, alle polemiche e alle fake news con un post condiviso sulla propria pagina Facebook. “Io, come nel mio stile, `guardo e passo´ perché a questi attacchi che riemergono ogni volta che vengo eletto – eletto non nominato – sono abituato. È successo con il ruolo di tesoriere e poi con quello di presidente della Commissione per le Politiche dell’Ue alla Camera. Sapete perché guardo avanti senza prendermela troppo? Perché in ballo c’è una partita troppo importante per il futuro dell’Europa e degli Stati membri alle prese con la peggior crisi dal Dopoguerra. Ecco perché dire che è tutto nelle mie mani mi lusinga ma è un’enorme fake news. E chi la scrive o la diffonde non ha la minima idea del funzionamento delle istituzioni. Non è ovviamente il presidente di una singola Commissione parlamentare a occuparsi del Recovery Fund ma Governo (con il Ciae) e Parlamento che stanno lavorando a un piano che permetta al Paese di rimettersi in piedi e ricominciare a correre. E mi sorprende che a prendere cantonate sul funzionamento del Recovery sia anche qualche politico navigato in perenne campagna elettorale. Non ho mai nascosto di non aver terminato la scuola superiore (mi sono fermato al quarto anno) per un grave problema di salute. È stato un errore? Sicuramente sì ma come sa chi mi conosce bene, o segue la mia attività politica, ho sempre continuato a studiare e lavorare onestamente“.

Da quando è diventato deputato nel 2013 (alle primarie del Movimento prese 90 voti, mentre a quelle che precedettero le elezioni del 2018 salì a 363 preferenze) la politica è la sua unica e quasi assorbente attività. E a chi maligna sul suo limitato livello di istruzione, qualcuno ricorda che Battelli, nella precedente legislatura, dal maggio 2013 al settembre 2014, è stato anche presidente della commissione Cultura della Camera.

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