Per l’implosione della palazzina di via Luigi Pinto, 6 dichiarato inagibile e sgomberata a febbraio 2024, che, la sera dello scorso 5 marzo, crollò, improvvisamente, al quartiere “Carrassi” di Bari la Procura della Repubblica del capoluogo pugliese ha iscritto sei persone nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di crollo colposo. Si tratta del 46enne Vito Modesto Dell’Aera rappresentante della “Dell’Aera Costruzioni” s.r.l. di Casamassima, l’impresa esecutrice delle opere di consolidamento che qualche giorno prima aveva iniziato i lavori. Insieme a lui i tecnici di quella commessa, progettisti, direttore dei lavori strutturali e il collaudatore strutturale. La pubblica accusa, coordinata dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis, ha chiamato in causa, ipotizzando responsabilità, i 57enne Simone Stefano e Giuseppe Antonio Massa, il 58enne Giuseppe Carlo Marano, il 41enne Giuseppe Davide Tasso e, infine, il 55enne Vincenzo Fanelli. Ai sei indagati, gli inquirenti contestano di aver omesso di effettuare una completa caratterizzazione delle connotazioni meccaniche dell’edificio, redigendo un elaborato progettuale di ripristino per la messa in sicurezza inidoneo. Sempre secondo la pubblica accusa, gli indagati non avrebbero considerato la circostanza che l’edificio fosse parte di un “aggregato edilizio”, avrebbero usato elementi di puntellamento non sufficienti ad assicurare un sostegno efficace dell’immobile crollato. Infine, viene considerata anche una possibile sottovalutazione del rischio di collasso dell’edificio sia nella fase della direzione dei lavori che in quella dell’esecuzione, con l’ipotesi che sarebbero state usate procedure di manipolazione degli elementi strutturali non consone ai criteri di sicurezza dell’edificio. Ieri mattina, poi, a tutti e sei gli iscritti nel registro degli indagati la Procura, a firma, congiunta, del Sostituto Procuratore della Repubblica, Silvia Curione e del Procuratore della Repubblica Aggiunto, Ciro Angelillis ha notificato l’avviso di svolgimento degli accertamenti tecnici non ripetibili, che verranno effettuati mercoledì prossimo 15 ottobre. L’incarico di svolgere gli accertamenti irripetibili è stato affidato al consulente tecnico della pubblica accusa, il professor Antonello Salvatori dell’Università dell’Aquila. Il super perito, forte della sua nutrita esperienza accademica e professionale nel settore dovrà concentrarsi sulla rimozione di tre elementi strutturali del piano terra, per procedere alla valutazione dei resti, dei residui e dei pilastri collassati al piano interrato e delle condizioni strutturali desumibili sulla base di questi resti. Per i magistrati inquirenti tutti e diciannove i residenti della palazzina crollata insieme ai condomini dell’immobile adiacente di via Pinto, 16 rimasta notevolmente danneggiata dal crono sarebbero le parti offese. Tra loro c’è, anche, la 74enne, inquilina, Rosalia De Giosa, rimasta sepolta sotto le macerie per circa ventisette ore e estratta viva dai vigili del fuoco che non avevano mai smesso di cercarla. Gli indagati, nelle prossime ore, potranno nominare a loro volta i periti di fiducia che potrebbero assistere allo svolgimento dell’esame irripetibile che inizierà intorno a mezzogiorno del prossimo quindici ottobre. Per i pubblici ministeri titolari dell’inchiesta poiché, dopo lo sgombero dell’immobile, disposto dal Comune di Bari, un anno prima, dichiarato inagibile a causa di gravi dissesti statici, gli indagati nelle rispettive funzioni di responsabilità, cooperando, avrebbero, colposamente con “condotte attive ed omissive in corso di approfondimento, determinato il crollo dell’intero immobile” con conseguente danneggiamento di parte dell’edificio confinante. Adesso i sei indagati, in fase di perizia e, poi, successivamente in fase di contraddittorio potranno addurre tutte le loro motivazioni tecniche per dimostrare la correttezza del loro operato al fine di tentare di allontanare da loro i sospetti delle responsabilità addebitate dalla giustizia inquirente.
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