Al Spazio Diamante, teatro situato in zona Pigneto, va in scena Seconda Classe, l’ultimo lavoro del Controcanto Collettivo, compagnia romana nata nel 2011 e guidata da Clara Sancricca, che con questa produzione prosegue la propria indagine poetica e politica sul quotidiano, confermandosi come una delle realtà più lucide del teatro contemporaneo italiano. Dopo aver raccontato la comunità e la fragilità delle relazioni, la compagnia rivolge ora lo sguardo al tema della ricchezza, non come accumulo materiale, ma come forma di potere invisibile, come modo di stare al mondo.
La scena è essenziale e rigorosa, abitata da corpi che si muovono con ritmo misurato, come ingranaggi di un meccanismo sociale che si ripete da secoli. Gli attori: Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero e Clara Sancricca, si osservano e si scambiano gesti e sguardi che contengono mondi interi: un brindisi, una risata, una pausa improvvisa bastano a far emergere la distanza tra chi possiede e chi desidera. Non c’è bisogno di alzare la voce: lo spettacolo parla attraverso la precisione del dettaglio, nell’ironia sottile di un dialogo interrotto e nella forma esatta di un gesto.
La ricchezza, suggerisce Seconda Classe, non è soltanto avere di più, ma anche la certezza che qualcun altro abbia meno. È un conforto paradossale, un equilibrio costruito sull’ingiustizia, così come la povertà non è solo mancanza, ma una condizione di esclusione normalizzata, quasi rassicurante nel suo esistere da sempre. La drammaturgia, frutto di un lavoro collettivo, si compone di frammenti e ritornelli, alternando ironia e malinconia, precisione e leggerezza.
La scenografia modulare accompagna con fluidità il ritmo degli attori, trasformando e adattando lo spazio come una macchina sociale perfetta, che si apre e si richiude, costruendo e smontando gerarchie visive che rimandano alle nostre. Clara Sancricca dirige con una grazia asciutta, capace di dare peso al silenzio e misura al ritmo: il vuoto non è assenza, ma pensiero, e il gesto più piccolo diventa atto politico.
Seconda Classe è un teatro dell’osservazione, non della denuncia. Mostra la disuguaglianza senza proclami, con l’intelligenza di chi sa che ogni sistema, anche il più ingiusto, trova sempre il modo di rigenerarsi. La ruota continua a girare, confondendo etica e confusione, privilegio e bisogno, e tutto — ancora una volta — torna al proprio posto, leggero, preciso, implacabile, come un brindisi che si ripete da una tavola all’altra. Come scriveva Jean-Jacques Rousseau, “l’uomo nasce libero, ma ovunque è in catene”, e forse oggi quelle catene non sono più di ferro, ma di desiderio, di status, di confronto costante: Seconda Classe ce lo ricorda con lucidità, mostrando che la disuguaglianza non si abolisce, si rinnova, si traveste, si adatta.
C’è, in questa recitazione controllata e vibrante, qualcosa che richiama il teatro di ricerca italiano degli anni Ottanta e Novanta, capace di fondere pensiero e presenza, rigore e poesia, senza mai cadere nella citazione o nel manierismo. In conclusione, è in questo ritmo discreto, tra precisione e leggerezza, che Controcanto Collettivo trasforma la consuetudine in meraviglia, ricordandoci che anche nel ripetersi delle gerarchie, ogni gesto può restituire un frammento di umanità condivisa e sorprendentemente viva.
SPAZIO DIAMANTE – 11-16 NOVEMBRE – Sala Black
“Seconda Classe” di Controcanto Collettivo – ideazione e regia Clara Sancricca
Alessandro Cannistrà
Foto Barbara Visca ©
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