Scuole al Sud. Polemica su Bussetti: “Fondi? No, più impegno”. Poi la rettifica: Frase estrapolata

Scoppia la polemica sulle parole del ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, in visita ad Afragola, in provincia di Napoli. Per il numero uno del Miur, per colmare il gap tra le scuole del Nord e quelle del Meridione, non servirebbero più fondi ma “ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte. Ci vuole lavoro e sacrificio”.

Parole che non sono piaciute a nessuno e sul ministro dell’Istruzione è piovuta una ridda di critiche. “Parole di chi non conosce storie e fatti – ha commentato su Facebook il sindaco di Napoli Luigi De Magistris – ignorando il Sud è un ministro dell’ignoranza. Tono e sguardo evidenziano il suo disprezzo per le nostre terre”. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto le scuse del ministro che “altrimenti dimostra di non essere degno della poltrona su cui siede”. Le sue parole, hanno spiegato i 5stelle, sono state offensive verso studenti, insegnanti e professionisti che, ogni giorno, lavorano duramente nelle scuole di tutto il Meridione. Critiche anche dall’Associazione nazionale dei  presidi. “Forse il ministro ignora che in molte aree del Sud le scuole sono l’unico avamposto dello Stato”, ha spiegato Antonello Giannelli, presidente dell’associazione.

La replica del ministro.  “Frainteso. Meridione al centro della mia azione”. “Tutto si può dire tranne che io sia un ministro che guarda con disprezzo al Sud. Credo che i fatti parlino da soli. Il Sud è sempre stato al centro della mia azione – si è difeso Bussetti – . Al Sud servono fondi, certo. Come ovunque. Ne sono consapevole. Ma so anche che da soli non bastano”, ha sottolineato il ministro, precisando che “una mia frase è stata estrapolata per farla sembrare un attacco. Faceva parte di un discorso più ampio”.  “Leggo post e commenti infiammati sulle mie parole di ieri ad Afragola, in Campania. Un video decontestualizzato che sta girando sul web viene usato per rappresentare un Ministro ostile al Mezzogiorno, alle sue donne e ai suoi uomini. E io non lo sono. Sarebbe ridicolo pensarlo”, conclude il ministro.

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