Scuola, al via il ‘concorsone’. Oltre 165 mila professori precari per 63.712 cattedre

 

Il Ministero dell’Istruzione conferma che è partito regolarmente il concorsone della scuola e la prova si sta svolgendo in piena regolarità. In rete si era diffusa la falsa notizia che il concorso fosse stato sospeso per assenza di commissari e che fossero intervenute le forze ordine. Il ‘concorsone’ è storicamente il concorso più grande della scuola italiana e sono oltre 165 mila i prof precari per 63.712 cattedre. Si comincia con storia dell’arte, laboratori di liuteria e scienze agrarie. E se l’età media dei candidati è di 38,6 anni, tra gli iscritti c’è anche chi è ormai a fine carriera. Non solo giovanissimi, o docenti avviati, perchè si metteranno in gioco ben tre generazioni di insegnanti, dai nati alla fine degli anni Cinquanta a quelli degli anni Ottanta, unite dal sogno della stabilizzazione nel mondo della scuola. Gli insegnanti per una volta non faranno domande per segnare il voto sul registro, ma si siederanno dall’altra parte della cattedra e torneranno ‘studenti’. Ci sarà anche un video su Youtube per consentire ai candidati del ‘concorsone’ scuola di familiarizzare con la procedura d’esame. Nella giornata di oggi, infatti, il Miur ha messo a disposizione un video tutorial sul proprio canale. Da viale Trastevere ricordano che la prova si svolgerà in ben 2.500 sedi per il nuovo concorso per insegnanti previsto dalla legge ‘Buona Scuola’. Sono 63.712 i posti disponibili su tre bandi: infanzia e primaria (24.232), secondaria di I e II grado (33.379), sostegno (6.101). Le domande di partecipazione al concorso si sono chiuse lo scorso 30 marzo e sono 165.578 le istanze pervenute. L’85,2% delle domande è stato inoltrato da donne. Il 63,1% delle domande proviene da candidati che hanno meno di 40 anni. L’età media generale è 38,6 anni. Le prove scritte andranno avanti fino al 31 maggio prossimo. Sono oltre 2.500 le sedi d’esame, 139 le classi di concorso coinvolte a fronte delle 31 della selezione del 2012. Per gli scritti sono state elaborate 93 tipologie di prova. La prova prevede 8 domande che riguardano la materia di insegnamento di cui 2 in lingua straniera (inglese, francese, tedesco o spagnolo, obbligatoriamente l’inglese per la primaria). I quesiti saranno 6 a risposta aperta (di carattere metodologico/didattico e non nozionistico) e 2 (quelle in lingua) a risposta chiusa. Lo scritto avrà una durata di 150 minuti. Mentre sono previsti 45 minuti per l’orale: 35 per una lezione simulata e 10 di interlocuzione fra candidato e commissione. Nella valutazione dei titoli si valorizzeranno, fra l’altro, i titoli abilitanti, il servizio pregresso, il dottorato di ricerca, le certificazioni linguistiche. Vogliamo sottolineare che i sindacati della scuola hanno comunque proclamato per il 23 maggio uno sciopero generale, come hanno annunciato nel corso della manifestazione a Montecitorio quattro sigle sindacali: Cgil, Cisl, Uil e Snals.    L’obiettivo dei sindacati è porre al centro dell’attenzione il personale della scuola nella sua unitarietà, chiedendo un riconoscimento adeguato dell’impegno e della professionalità spesi ogni giorno per assicurare a studenti e famiglie la migliore qualità dell’azione educativa. ‘Trovo singolare proclamare uno sciopero contro un governo che assume ed annunciarlo nel giorno in cui parte un concorso da 63.712 posti. Ricordo che questo è un governo che investe sull’istruzione 3 miliardi di euro in più all’anno’, ha sintetizzato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini.   Il ‘concorsone’  è comunque il concorso più controverso che la scuola ricordi. Ricordiamo che il Ministero ha impiegato mesi per pubblicare il bando e i docenti precari estromessi dal piano straordinario di assunzioni della riforma lo contrastano da oltre un anno, rivendicando anche loro il diritto alla stabilizzazione. Polemiche a non finire, problemi già sorti, come per la ricerca dei commissari, o annunciati, sulla compilazione delle graduatorie. Tutto per una selezione necessaria solo per alcuni insegnamenti e gradi d’istruzione, come materne ed elementari. Minima invece su altre materie, addirittura inesistente per certi casi-limite dove le cattedre a disposizione sono più dei candidati. Il Ministero ha voluto riaffermare ad ogni costo il principio che nella scuola pubblica si viene assunti solo per concorso. Ma i numeri avrebbero permesso in molte situazioni di evitare una procedura selettiva lunga e complessa, con il rischio che alla fine della giostra i vincitori siano meno dei posti messi a bando. La storia del concorsone comincia praticamente due anni fa, nell’autunno 2014, quando il governo Renzi presenta il manifesto de ‘La Buona Scuola’. Il documento, che prevedeva un piano straordinario d’assunzione da 150mila posti per gli iscritti nelle vecchie Graduatorie ad Esaurimento (GaE), si annunciava anche un futuro concorso per tutti gli altri precari. Da allora è cominciata la battaglia degli abilitati per essere compresi nella sanatoria. Tutto inutile. Avanti col concorso, che secondo la legge 107 avrebbe dovuto essere bandito entro il primo dicembre 2015. Una data che non è stata rispettata a causa dei problemi nella revisione delle classi di concorso e il bando è arrivato solo a fine febbraio. Anche questo ritardo è alla base delle difficoltà degli Uffici regionali nelle ultime settimane con l’affannosa verifica delle postazioni pc perché ne occorrevano centinaia di migliaia in tutta Italia. La prova scritta è ‘computer based’. Altro problema la mancanza di commissari per i compensi troppo bassi. Commissari che poi sono stati trovati. Il compito dei commissari sarà molto delicato perché dovranno giudicare, ma senza essere troppo severi. Con questi numeri nelle classi scoperte il rischio concreto è che bocciando alla fine ci siano meno vincitori dei posti messi a bando. Così la scuola, nonostante il concorsone e le sue polemiche, non troverebbe tutti gli insegnanti di cui ha bisogno.

Naomi Sally Santangelo

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