Scontro sulla prescrizione. Renzi: Iv non parteciperà al Cdm. Conte: Assenza ingiustificata, Iv fa opposizione

E’ scontro totale tra il presidente del consiglio, Giusppe Conte, e Matteo Renzi sul tema della prescrizione.

“Sulla prescrizione come sapete Italia Viva non condivide la linea del governo quindi o non votando o non partecipando al voto, dipende da cosa c’è in Consiglio dei Ministri se c’è prescrizione no, su tutto il resto si va avanti”. Lo ha detto Matteo Renzi. “Ora chiarito il punto è il momento di smetterla con le polemiche – aggiunge il leader di Italia Viva – abbiamo cercato un compromesso, non l’abbiamo trovato adesso, ma magari nei prossimi due mesi questo compromesso potrà arrivare, ora però coronavirus, economia, cantieri, tasse, questi sono i punti fondamentali”.

L’assenza dei ministri di Italia Viva dal Cdm sulla riforma della giustizia penale con il nuovo lodo sulla prescrizione “la considererei del tutto ingiustificata perché non sedersi a un tavolo istituzionale di confronto sarebbe un fatto da non trascurare”. Lo dice il presidente del consiglio Giuseppe Conte a margine del 73esimo anniversario della fondazione dell’Ucid (Unione Cristiana imprenditori e dirigenti), a proposito della prescrizione. E poi l’affondo. “In questi giorni si dice di tutto di più. Afferriamo i fatti, in questi giorni stiamo vivendo una situazione un po’ paradossale, un po’ surreale – ha osservato il premier – la maggiore diciamo forza di opposizione ci viene non da un partito di opposizione ma da Iv”. E ancora. “Credo che Italia Viva debba darci un chiarimento, non al sottoscritto ma agli italiani. Qui i ricatti non sono accettati”, ha aggiunto il premier. Insomma tira aria di crisi nella maggioranza che sostiene il Conte II e la rottura potrebbe essere proprio dietro l’angolo. Al premier non è piaciuto l’atteggiamento di Matteo Renzi che si è messo contro gli alleati di governo sul tema della prescrizione ed ha votato più volte con l’opposizione. Dunque un chiarimento, come chiede Conte, con il leader di Iv è più che legittimo.

“Per quanto riguarda le ministre di Iv, non mi è stata fatta nessuna comunicazione ufficiale. Non sedersi al tavolo istituzionale quando si ha un incarico da ministro non sarebbe un fatto da trascurare, la riterrei un’assenza ingiustificata” ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte,.

“Iv un giorno sì e l’altro pure dichiara che vuole produrre un atto di sfiducia nei confronti del ministro Bonafede – ha sottolineato Conte – Iv vota costantemente con le opposizioni in questi giorni. A parte che alcune di queste iniziative sono illogiche, io sfido gli italiani a comprendere come può un compagno di viaggio minacciare la sfiducia di un ministro che non è solo il capo delegazione della principale forza di maggioranza relativa, ma è anche il ministro che abbiamo lodato tutti per la riforma del processo civile”.

“E’ un ministro – ha proseguito il premier – che si è intestato una riforma della prescrizione che a non tutti piace ed è già in vigore, ma attenzione: si può non condividere ma è per questo che ci si siede attorno a un tavolo e si lavora insieme. Il ministro Bonafede si è reso disponibile a superare quella norma, siamo arrivati a lodo Conte, poi a una mediazione ancora più avanzata”.

“Non c’è nemmeno più la norma Bonafede, quindi lo si insulta per cosa? Lo si sfiducia per cosa? Perché da giovane trascorreva qualche nottata in discoteca a fare il dj? Io l’ho conosciuto per aver fatto un dottorato di ricerca all’università di Pisa. Son tutte cose che da un partito di opposizione che volesse fare una opposizione aggressiva e maleducata si possono anche accettare, ma chiedo agli italiani: da un partito di maggioranza si possono accettare? Credo che Iv debba darci un chiarimento, ma non a me, a tutti gli italiani” ha scandito il presidente del Consiglio.

“I ricatti qui non sono accettati da nessuno – ha ammonito Conte – Iv è venuta in Parlamento, anche se era seduta in un’altra sfera dell’emiciclo, e ci hanno dato la fiducia perché hanno chiesto si lavorasse per la crescita economica, lo sviluppo sostenibile”, “abbiamo un impegno gravoso, la produzione industriale ha segnalato un calo, ecco, per lavorare in quella direzione il clima non può essere quello. Occorre lavorare in modo costruttivo e mettere da parte esigenze di smarcamenti politici, occorre predisporsi a trovare una mediazione. La mediazione non può essere che se ho una posizione mi ritengo l’alfiere del garantismo, è una posizione un po’ irragionevole”.

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