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Scontro Bonafede-Di Matteo. Janfer: “Disputa istituzionale che offende la Costituzione. Il ministro riferisca in Parlamento”

Riceviamo e pubblichiamo un interessante intervento dell’avv. Janfer Critelli sullo scontro tra il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ed il magistrato Nino Di Matteo, sulla giustizia che sta diventando ‘un teatrino’ che offende la Costituzione. Uno scontro, spiega Janfer, ‘sbagliato nei tempi e nei modi’, che non giova al Paese. Ecco, si seguito, il suo pensiero.

 

Oggetto: TV La 7 del 03.05.2020 SCONTRO tra i sigg: BONAFEDE avv. Alfonso  Ministro di Giustizia /DI MATTEO dott. Nino (componente CSM) rif. Trasmissiva televisiva condotta dal sig. Massimo Giletti “Non è l’Arena”

 

“Per non dimenticare la nostra Amata Carta Costituzionale come punto di ripartenza per un presente migliore”

 

Con riferimento all’emarginato in oggetto, come uomo di Giustizia Giusta, ossequioso delle Istituzioni e difensore dei Diritti Umani, nel quotidiano fluire, contro ogni forma d’ingiustizia, qui et ora ex art. 21 della Carta Costituzionale, mi pregio significare quanto qui di seguito: a differenza di alcuni miei colleghi e/o concittadini che hanno espresso pareri “partigiani” e di merito, la mia breve disamina, circa lo scontro epico Istituzionale (peraltro via cavo), avvenuto in una trasmissione televisiva sarà come sempre al netto di simpatie, con obiettività derivata dalla mia fede incondizionata alla Costituzione Italiana. Ed invero, senza voler entrare nel vivo del profondo contenuto della incresciosa questione, bensì per rievocare, qualora ce ne fosse bisogno che la nostra civiltà giuridica c.d avanzata, non può tollerare similari scontri di natura Istituzionale, tra due poteri appartenenti alle più alte Istituzioni della Repubblica fondata appunto sulla Costituzione rectius Carta dei Valori! Sic! Il palcoscenico derivato è sconcertante di rivelazione di retroscena e dietrologia connessa. Addirittura sul punto, l’illustre collega Carlo Taormina ha depositato un esposto presso la procura di Roma, per l’accertamento della verità.

Un’ulteriore mortificazione della nostra bistrattata Costituzione che non può essere più tollerata. Personalmente ed in modo sommesso credo che se è vero come è vero che il Dott. Di Matteo (grande procuratore antimafia magistrato simbolo indagatore dei rapporti rectius della c.d trattativa tra Stato e Mafia ed oggi componente del CSM), nella specie abbia errato nei tempi e modi, è anche vero che il pregiatissimo collega avv. Bonafede (sig. Ministro di Giustizia), oggi più che giammai nella sua qualità dispiegata e sollecitata deve rendere chiarezza immediata in primis davanti all’On.le Parlamento, onde scongiurare ulteriori equivoci che hanno già creato un ematoma alla nostra amata Costituzione, per l’effetto disorientando i consociati.

Ma vi è di più. In considerazione delle sopravvenute emergenze dovute allo scontro de quo, pare che l’unica ipotesi plausibile per la normalizzazione dell’intera vicenda siano le dimissioni del sig. Ministro di cui si discute, accompagnate dai dovuti approfondimenti nelle sedi opportune di legge, sull’incresciosa situazione figlia dei giorni nostri. Ergo, scontro Istituzionale, a mio sommesso parere, gestito malissimo da entrambe le parti in contesa. Altrettanto, per non dimenticare la situazione emergenziale carceraria ad oggi sempre più affollata quanto a violazione della dignità dei malcapitati detenuti a tal proposito più che giammai era ed è opportuna un’amnistia così come sollecitata, in primis dal sottoscritto firmatario (proprio in questa pregiata testata giornalistica) e da tante voci autorevoli (per i reati senza pericolosità sociale) nonché soprattutto l’entrata in vigore a partire (dal 12 maggio 2020 fino al 30 giugno) di una geografia di giustizia derivata frammentata e disorganica che prevede un protocollo ad oggi circa 200! di regolamentazione delle udienze e connessi rinvii a seconda dei Tribunali, senza un’uniformità appunto di Giustizia, hanno creato un ulteriore caos sulla medesima giustizia Italiana, già da anni compromessa e martoriata per via di politiche erronee, senza una vera progettuale comunitaria. Dulcis in fundo, per l’effetto, per il bene comune, gli uomini delle Istituzioni, siano funzionali, appunto alle Istituzioni, con maggior rigore possibile con una contenuta misura di “apparizione televisiva”, il tutto, per riavvicinare i concittadini (sempre più morti di fame e smarriti) a credere di più e sempre alle Istituzioni come base di una sana e civile democrazia. Diversamente, ci sarà un’inevitabile sconfitta della Giustizia Giusta, a vantaggio dell’arbitrio. Tanto dovevo, senza vanagloria di sorta, siccome radicale convinto della legalità intesa come meritocrazia ed ossequio totale verso le Istituzioni istituite dai nostri Padri Costituenti “come arcobaleno Costituzionale” ed all’insegna del sacrosanto principio della divisione dei poteri di Montesquiana memoria. Intelligenti pauca.

Amo la vita e amo la giustizia; se, però, non potessi avere l’una e l’altra, rinuncerei alla vita pur di mantenere la giustizia. (Mencio)
Avv. Janfer Critelli (Rinascita dei Diritti Umani)

 

 

 

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