Scontri in Egitto: morto un cittadino americano. Obama: via i diplomatici

Riesplode la violenza in Egitto alla vigilia del primo anniversario della presidenza di Mohamed Morsi. Ad Alessandria, negli scontri tra i sostenitori e oppositori del presidente, sono morte tre persone, tra cui un cittadino americano ucciso con una coltellata. I feriti sono più di cento. La sede dei Fratelli Mussulmani è stata distrutta durante gli scontri. A Port Said, una esplosione, durante un raduno contro il presidente, ha causato un morto e diversi feriti. La contrapposizione nasce tra coloro che sostengono il primo presidente dei ‘Fratelli musulmani’ e coloro che vogliono le sue dimissioni accusandolo di avere trascinato il paese, sempre più diviso, in una crisi durissima.  Il portavoce delle forze armate Ahmed Ali ha detto di volere ”rassicurare” gli egiziani sottolineando che l’esercito protegge loro e i loro beni, consapevole del suo ruolo nel compiere ”questa missione”.

Americano morto. Obama: via dall’Egitto.  Tra le vittime negli scontri ad Alessandria d’Egitto c’è anche un giovane cittadino americano. Si tratta di Andrew Driscoll Pochter, 21enne, e si era trasferito ad Alessandria per insegnare inglese ai bambini di 7-8 anni. In base alle prime informazioni, lo studente è stato accoltellato da un manifestante mentre assisteva alle marce di protesta. “Era andato in Egitto perché aveva a cuore il Medio Oriente e stava programmando di rimanerci stabilmente”, ha detto la famiglia. Dopo le violenze, l’amministrazione Obama ha lanciato l’allarme chiedendo ai cittadini americani di evitare, se non è necessario, di andare in Egitto ed ha autorizzando il personale diplomatico, non essenziale, a lasciare il Paese assieme alle loro famiglie, almeno sino a quando la situazione non migliorerà.

 

 

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