Scholz, definisce Giorgia Meloni di ‘estrema destra’, lanciando la der Leyen per un secondo mandato per la Commissione Ue

Dopo la sconfitta elettorale rimediata alle elezioni Europee, Olaf Scholz non ha avuto il tempo di organizzarsi perché pochi giorni dopo è partito in direzione della Puglia per partecipare al G7 della presidenza italiana. Terminato il vertice, il cancelliere è tornato in Germania e ha rilasciato la prima intervista post-elettorale, facendo il punto sul futuro dell’Unione europea anche in chiave alleanze per la formazione del nuovo governo e parlamento. “Non è un segreto che Giorgia Meloni sia all’estrema destra dello spettro politico”, ha dichiarato Scholz in un’intervista ai media del gruppo Axel Springer.

Partendo dal presupposto che Meloni sia all’estrema destra, e ragionando sul prossimo mandato del presidente della Commissione europea, Scholz ritiene che “sia molto importante che il futuro presidente della Commissione possa contare sui partiti democratici tradizionali del Parlamento europeo, il Partito popolare europeo, i socialdemocratici e i liberali”. Socialdemocratici che, anche se ambiscono a un nuovo corso in Unione europea, rispetto alle elezioni del 2019 hanno perso numerosi voti in favore di altri schieramenti, tra i quali quelli conservatori che hanno guadagnato numerosi seggi.

Per questa ragione, ha aggiunto il cancelliere, “ci sono differenze politiche che sono abbastanza evidenti, che significano anche che lavoriamo in famiglie di partiti molto diverse”.

Secondo Scholz, l’alleanza da lui proposta, che è quella uscente dal parlamento europeo, “dopo i risultati delle elezioni in Europa, potrebbe funzionare”. Il cancelliere tedesco nel futuro della Commissione Ue vede un secondo mandato di Ursula von der Leyen, che con Giorgia Meloni ha apertamente dichiarato di lavorare bene. La stessa premier ha sottolineato di recente che sono numerosi i punti di contatto tra la sua politica e quella dell’attuale presidente. Per Scholz, “ci sono tutti i segnali che Ursula von der Leyen potrà ricoprire un secondo mandato come presidente della Commissione Europea”, il che è un’opinione comune.

Scholz non ha dato il suo appoggio pubblico all’attuale presidente ma ha constatato come l’orientamento sia questo. I leader della Ue si riuniranno lunedì a Bruxelles per un vertice informale per discutere delle cariche più importanti, tra cui il prossimo presidente della Commissione europea, il presidente del Consiglio europeo e il capo della politica estera. È probabile che una prima decisione non ufficiale venga assunta già in quel vertice, in attesa dell’accordo previsto nel vertice in programma il 27-28 giugno.

Sulle parole di Scholz è intervenuto il vicepremier Antonio Tajani, che parlando con i cronisti a margine della conferenza di pace a Lucerna ha ricordato che “bisogna avere sempre un linguaggio rispettoso. Si combattono le idee, non le persone”. Meloni, ha aggiunto il ministro degli Esteri, “è una conservatrice, non è di estrema destra. Il Partito conservatore non è di estrema destra”. E osservando che in questo momento in Europa ci sia in corso “una campagna elettorale”, ha ricordato a Scholz che “a destra di Ecr c’è Id”.

Scholz si esprime anche in relazione a fornire i missili Taurus a Kiev, spiegando perché non verranno inviati.

Il tema dell’invio delle armi all’Ucraina è certamente diventato uno dei più scottanti all’interno delle discussioni di politica estera di ogni Paese Nato da due anni a questa parte. La Germania è sempre stata in prima linea da questo punto di vista, ma ultimamente era stata criticata per non aver voluto inviare a Kiev i missili Taurus.

E proprio su questo argomento, è arrivato il doveroso intervento da parte del cancelliere tedesco Olaf Scholz. Il politico ha chiarito le motivazioni dietro alla scelta della Germania: “Il missile da crociera con una gittata di 500 chilometri è un’arma che se usata in modo errato può raggiungere un obiettivo specifico da qualche parte a Mosca“ . ha dichiarato parlando dei missili Taurus, secondo quanto riportato dal notiziario tedesco ‘Tagesschau‘.

Scholz ha anche ribadito di essere abbastanza infastidito dai commenti negativi che ha ricevuto la Germania dopo aver scelto di non inviare questo tipo di missili a Kiev. “Berlino fornisce all’Ucraina molte più armi di quasi tutti gli altri Paesi” – ha tenuto a sottolineare il cancelliere tedesco.

Giorgia Meloni ha espresso il suo punto di vista sulla pace al summit per la pace in Ucraina a Zurigo, Svizzera, aperta da Volodymyr Zelensky e con la partecipazione di Antonio Tajani.

Nel suo intervento, Meloni ha chiarito che la pace non dovrebbe essere confusa con la sottomissione, rispondendo implicitamente alle posizioni suggerite da Putin. Ha sottolineato l’impegno dell’Italia nel promuovere un futuro di pace e libertà per l’Ucraina, assicurando il pieno sostegno del paese per il tempo necessario.

Meloni ha ribadito l’importanza di mantenere la solidarietà internazionale verso l’Ucraina e ha enfatizzato che l’Italia continuerà a giocare un ruolo attivo in questo impegno.

La premier ha citato l’incontro del G7 sotto la presidenza italiana come esempio di come la comunità internazionale possa collaborare per affrontare le sfide globali e sostenere l’Ucraina in vari settori critici, tra cui la sicurezza nucleare e alimentare.

Durante il summit è stata evidenziata l’importanza della dimensione umana, con un focus particolare sulla restituzione dei bambini ucraini, un tema dibattuto per garantire il loro benessere e il loro ritorno sicuro. La premier Giorgia Meloni ha concluso con un appello all’unità e alla collaborazione internazionale per costruire su quanto discusso nel vertice e per sostenere un futuro prospero e sicuro per l’Ucraina.

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