Il messaggio del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, è chiaro: «L’hantavirus non è il covid, si conosce e monitoriamo. I cittadini devono stare tranquilli. Qualcuno, in maniera autolesionistica, ha detto che eravamo fermi ma non è così: c’è stata risposta concreta, tempestiva e coordinata. Emaneremo altre indicazioni se e quando le evidenze scientifiche lo diranno». Nel corso del “question time” alla Camera dei Deputati il responsabile della sanità del governo risponde sui rischi di diffusione dell’hantavirus in Italia.
Rischio resta molto basso
Il ministro ricorda che sul focolaio del virus sulla nave Mv Hondius «al 12 maggio, secondo l’ultimo aggiornamento dell’Ecdc, si contano 10 casi totali – 8 confermati, 2 probabili – e 3 decessi. L’ipotesi di lavoro più accreditata è un’esposizione iniziale zoonotica in Argentina, dove il virus Andes è endemico in alcune regioni. La nave ha attraccato a Tenerife il 10 maggio. I passeggeri sono stati sbarcati con procedure dedicate. Il rischio per la popolazione generale dell’Ue è sempre stato e resta molto basso».
Piano pandemico ha funzionato
Schillaci risponde infine sull’efficacia del nuovo piano pandemico e del Servizio sanitario nazionale rispetto alla possibile evoluzione dei contagi, ricordando che «Tutte le 4 persone oggi in Italia presenti sul volo Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile sono asintomatiche, seguite con attenzione, e i test hanno dato esito negativo. Anche i 2 casi segnalati ieri a Milano e Messina sono negativi ai test. Il Piano pandemico 2025-2029 funziona e lo sta dimostrando in questi giorni. A differenza del precedente permette risposte calibrate su scenari diversi, e le reti previste dal piano si sono attivate in modo coordinato. Non è stato un esercizio teorico. Il ministero continua a monitorare costantemente l’evoluzione del quadro epidemiologico internazionale”» conclude.
L’attenzione delle autorità sanitarie internazionali in questo momento è tutta sull’Hantavirus, dopo il focolaio registrato a bordo della nave da crociera Mv Hondius. Per questo motivo il Ministero della Salute ha diffuso una nuova circolare con indicazioni precise rivolte a Regioni, Province autonome e operatori sanitari, nel tentativo di monitorare eventuali casi sospetti e limitare il rischio di diffusione del virus. Sebbene il documento sottolinei che il pericolo per la popolazione italiana ed europea resti “molto basso”, viene comunque richiesto un approccio prudente, soprattutto per individuare rapidamente possibili contagi e intervenire tempestivamente con le misure di contenimento previste. Il tema ha inevitabilmente riacceso l’attenzione pubblica anche perché alcune delle raccomandazioni ricordano da vicino quelle già viste durante l’emergenza Covid, tra isolamento, mascherine e sorveglianza sanitaria.
Cosa prevede la nuova circolare: quando scattano isolamento e mascherine?
La circolare firmata da Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento Prevenzione, ricerca ed emergenze sanitarie del Ministero della Salute, contiene una serie di indicazioni operative per gestire eventuali casi collegati al focolaio di Hantavirus individuato sulla nave Mv Hondius. Il documento del Governo invita le Regioni a rafforzare la sorveglianza sanitaria e a individuare laboratori di riferimento in grado di effettuare rapidamente i test necessari. Le misure più importanti riguardano soprattutto i soggetti considerati a rischio, cioè chi ha avuto contatti con persone contagiate, con membri dell’equipaggio o con passeggeri presenti sulla nave. In questi casi può scattare una quarantena fiduciaria fino a sei settimane. La sorveglianza attiva viene raccomandata in particolare per chi manifesta febbre, sintomi respiratori, disturbi gastrointestinali, brividi o vertigini.
Tra le precauzioni suggerite compaiono anche indicazioni ormai familiari ai cittadini: evitare luoghi affollati, limitare gli spostamenti, restare isolati in casa in presenza di sintomi sospetti e utilizzare la mascherina quando si entra in contatto con altre persone. Il Ministero specifica inoltre che la priorità nell’esecuzione dei test deve essere data ai pazienti con sintomi compatibili con l’Hantavirus. Nonostante l’allerta, il governo ribadisce comunque che al momento non esiste una situazione di emergenza sanitaria diffusa, ma soltanto la necessità di mantenere alta l’attenzione per prevenire eventuali sviluppi del quadro epidemiologico.
Quali sono i primi sintomi dell’Hantavirus e come si trasmette all’uomo?
Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente gli esperti riguarda il fatto che i sintomi iniziali dell’Hantavirus possono essere facilmente confusi con quelli di altre infezioni virali. Secondo quanto riportato dall’Oms, i primi segnali, infatti, sono piuttosto generici e possono comparire da una fino a otto settimane dopo l’esposizione al virus. Tra i sintomi più comuni ci sono febbre, brividi, forti dolori muscolari — soprattutto nella zona della schiena e delle cosce — mal di testa, nausea, vomito e dolori addominali. In alcuni casi l’infezione può aggravarsi rapidamente e trasformarsi nella cosiddetta sindrome polmonare da Hantavirus (HPS), una complicanza seria che può provocare difficoltà respiratorie, tosse e accumulo di liquidi nei polmoni. Per questo motivo i medici invitano a non sottovalutare i sintomi sospetti, soprattutto in presenza di possibili contatti con ambienti contaminati.
Per quanto riguarda la trasmissione, l’Oms ha dichiarato che l’Hantavirus viene diffuso principalmente attraverso roditori infetti. Il contagio può avvenire entrando in contatto con urina, saliva o feci degli animali oppure respirando particelle contaminate presenti nell’aria, soprattutto in ambienti chiusi, polverosi o poco ventilati. Più rara, ma comunque possibile, è la trasmissione da persona a persona, associata in particolare al ceppo Andes, quello monitorato nel focolaio della nave Hondius. In questi casi, spiegano gli esperti, è necessario un contatto stretto e prolungato con una persona infetta.
ProgettoItaliaNews Piccoli dettagli, grandi notizie.