Schengen a pezzi: Svezia e Danimarca reintroducono nuovi controlli sui confini

Il trattato di Schengen continua ad andare in pezzi sotto i colpi, questa volta, di Svezia e Danimarca. Le due nazioni scandinave hanno infatti deciso di reintrodurre severi controlli sui viaggiatori che provengono dai paesi vicini. Il premier danese, Lars Loekke Rasmussen, ha spiegato che verranno adottati accertamenti temporanei, con effetto immediato, al confine con la Germania per far fronte al flusso di migranti. Secondo il portavoce della Commissione Ue, i controlli sono scattati oggi e saranno in vigore fino al 14 gennaio. La decisione è arrivata poche ore dopo l’iniziativa della Svezia di ripristinare i controlli per i viaggiatori provenienti dalla Danimarca, per limitare il numero dei migranti provenienti nel Paese. In Svezia, però, gli accertamenti verranno condotti anche sulle decine di migliaia di pendolari danesi, con il rischio di creare problemi ai lavoratori della Danimarca. I pendolari danesi che attraversano su treno l’Orensund, il ponte che collega la città svedese di Malmo con Copenhagen, dovranno infatti cambiare convoglio all’aeroporto di Copenhaghen dove saranno sottoposti ai controlli di identità per poi salire su un altro treno.

E’ comunque un vero stravolgimento culturale per la Svezia, considerato il Paese europeo più aperto ai profughi. basti pensare che solo nel 2015 ha ricevuto richieste di asilo da 150.000 persone. Secondo quanto riportato dalla Bbc, chi vorrà attraversare l’Orensud – con qualsiasi mezzo – non potrà accedere nel Paese se non sarà in possesso dei documenti necessari. In poche parole, non ci saranno più treni tra Danimarca e Svezia. La polizia ha già innalzato barriere – che ricordano molto quelle viste in Ungheria ed in altri Paesi balcanici – intorno a uno dei binari della stazione del Kastrup Airport della capitale danese. Lo stesso è accaduto alla stazione di Hillie, la prima in Svezia dopo aver superato il confine. In sostanza, i tempi di percorrenza passeranno dagli attuali 40 minuti a 70.

Il governo tedesco da parte sua, pur non commentando direttamente la decisione dei due paesi scandinavi di riprendere i controlli, spinge “per una soluzione europea” che passi attraverso un efficace controllo delle frontiere esterne dell’Ue, come ha detto il portavoce dell’esecutivo Steffen Seibert. Il ministero degli Esteri ha poi aggiunto che il sistema di Schengen “è molto importante ma è in pericolo a causa del flusso di profughi”.

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