Sblocca cantieri: via libera del Cdm al decreto

Via libera del Consiglio dei ministri, riunito a Reggio Calabria, al decreto legge sblocca cantieri. Il governo ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici.

Il testo, si legge nella nota di Palazzo Chigi al termine del Cdm, semplifica le procedure di gara e di aggiudicazione degli appalti, tenendo conto anche dei risultati della consultazione pubblica indetta dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Tra le principali novità vi sono l’istituzione di un regolamento unico all’interno del quale verranno riuniti una serie di provvedimenti attuativi del Codice dei contratti; la riduzione degli oneri informativi a carico delle amministrazioni; la possibilità di affidare gli interventi di manutenzione sulla base del progetto definitivo; la semplificazione e la velocizzazione delle procedure di aggiudicazione per appalti di importo inferiore alle soglie previste a livello comunitario, con la reintroduzione della preferenza del criterio del minor prezzo e l’eliminazione dell’obbligo di indicare la terna dei subappaltatori; la possibilità, per le stazioni appaltanti, in caso di indisponibilità di esperti iscritti nell’albo tenuto dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), di nominare la commissione di gara anche solo parzialmente; lo sblocco della realizzazione di alcune opere pubbliche ritenute strategiche, prevedendo la nomina di commissari straordinari o l’esercizio di poteri sostitutivi.

 

Si introducono poi specifiche norme relative all’erogazione degli indennizzi a cittadini e imprese che stiano subendo disagi a causa del cantiere per la ricostruzione dell’ex ponte Morandi a Genova, nonché per le zone simiche. Infine, il decreto semplifica la disciplina degli interventi nelle zone colpite da eventi sismici, con l’introduzione di un regime autorizzatorio differenziato a seconda che si tratti di interventi considerati ‘rilevanti’, di ‘minore rilevanza’ o ‘privi di rilevanza’ e prevede ulteriori disposizioni urgenti per il potenziamento del Sistema Nazionale della Protezione Civile, attraverso servizi di allarme pubblico volti alla prevenzione delle calamità e alla tutela della vita umana.

 

Il Consiglio dei ministri, riunito proprio a Reggio Calabria, ha inoltre approvato all’unanimità il decreto Calabria che contiene disposizioni per lo sblocco del tetto di spesa per gli operatori del Ssn e l’assunzione di personale nelle Regioni, anche quelle sottoposte a piano di rientro. E’ dunque la fine del blocco del turnover, una misura fortemente voluta dalla ministra della Salute Giulia Grillo, e che in un primo tempo era stata inserita nel decreto Crescita. Nell’art. 15 del provvedimento si legge che considerata la “straordinaria necessità e urgenza”, le misure “eccezionali” per risanare la sanità calabrese contenute nel decreto legge varato oggi dal Cdm “si applicano per diciotto mesi dalla data di entrata in vigore” del decreto stesso.

Quanto al decreto crescita, dovrebbe essere varato dopo “un passaggio formale” in un Consiglio dei ministri previsto martedì prossimo, per essere poi pubblicato in Gazzetta ufficiale entro fine mese, ha spiegato il presidente del Consiglio. “Abbiamo definito tutte le questioni. Più che dissidi di natura politica – ha spiegato il premier – abbiamo avuto qualche difficoltà nella formulazione delle norme, perché vogliamo varare un decreto che sia realmente utile per il rilancio del Paese” ed evitare così che sia solo un provvedimento “di facciata”.

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