Save the Children denuncia: “Le regole Ue mettono in pericolo i migranti minorenni”

L’ONG accusa Bruxelles: le politiche di esternalizzazione delle frontiere espongono bambini e adolescenti a violenze, abusi e detenzioni arbitrarie nei Paesi di transito.

Le politiche europee in materia di migrazione stanno aumentando i rischi per migliaia di minorenni che tentano di raggiungere l’Europa attraversando le rotte che partono dal Sudan. È quanto emerge da un nuovo rapporto di Save the Children, pubblicato mercoledì, che documenta come le strategie dell’Unione europea stiano avendo effetti opposti rispetto all’obiettivo dichiarato di proteggere le persone più vulnerabili.

Secondo l’organizzazione, gli accordi siglati dall’Ue con Paesi del Nord Africa e altre nazioni di transito — sostenuti da ingenti fondi economici e supporto operativo — stanno di fatto intrappolando i minori in contesti estremamente pericolosi, dove sono frequenti violenze, abusi, sfruttamento e detenzioni illegali. L’obiettivo europeo di ridurre le partenze sarebbe così raggiunto a costo di gravi violazioni dei diritti umani.

Investimenti milionari nel controllo delle frontiere

Solo lo scorso ottobre, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato un nuovo pacchetto da 675 milioni di euro, destinato ai Paesi del Nord Africa per rafforzare la “gestione efficace delle frontiere” nel triennio 2025-2027. Un investimento che si aggiunge ai programmi già avviati negli anni precedenti per sostenere la sorveglianza marittima e terrestre, arginare le partenze e potenziare le capacità operative delle autorità locali.

L’allarme di Save the Children: “Diritti ignorati”

Per Save the Children, però, questi accordi non includono sufficienti garanzie sulla tutela dei minorenni. “L’Ue investe centinaia di milioni di euro nel controllo delle frontiere e delle migrazioni senza garantire il rispetto dei diritti dei minorenni, anche se è legalmente obbligata a farlo”, ha dichiarato Federica Toscano, esperta di migrazioni dell’organizzazione.

Toscano avverte che, senza adeguati meccanismi di protezione, il risultato è una crescente violazione dei diritti dei bambini, costretti a rimanere bloccati in Paesi dove non hanno accesso a sistemi di tutela, assistenza sanitaria o procedure di asilo sicure.

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