Alla vigilia di San Valentino 2017, Google propone il terzo doodle consecutivo con i pangolini indiani innamorati che scrivono lettere d’amore su sfondo rosa-romantico. Ma in qualche modo la giornata è dedicata proprio al ‘fenomeno’ dei doodle che – sottolinea Google -sono divertenti, sorprendenti e a volte sono varianti naturali del logo di Google per celebrare festività, anniversari e le vite di artisti, innovatori e scienziati famosi. E’ disponibile anche un maxi- archivio con i doodle pubblicati dal 2000 ad oggi.

Ma ecco un po’ di storia. L’idea dei doodle è nata nel 1998, prima ancora che la società assumesse una ragione sociale, mentre i fondatori di Google Larry e Sergey giocherellavano con il logo aziendale per comunicare la loro partecipazione al festival Burning Man nel deserto del Nevada. Dietro alla seconda ‘o’ della parola ‘Google’ venne collocata la figura di un omino stilizzato, una sorta di messaggio comico per segnalare agli utenti di Google che i fondatori erano ‘fuori ufficio’. Anche se il primo doodle era relativamente semplice, quell’idea diede il via all’abitudine di decorare il logo aziendale per celebrare eventi significativi.

Nel 2000, Larry e Sergey chiesero all’attuale webmaster Dennis Hwang, che a quei tempi era solo uno stagista, di realizzare un doodle per commemorare il giorno della presa della Bastiglia. Fu talmente apprezzato dagli utenti che Dennis fu nominato ‘chief doodler’ di Google e i doodle divennero una presenza sempre più regolare sulla home page di Google. Oggi la creazione dei doodle è compito di un team di illustratori e ingegneri. In 17 anni il team ha dato vita a oltre 2000 doodle. Ma anche i ‘navigatori’ possono proporre idee per i doodle: basta inviare le richieste  tramite email all’indirizzo proposals@google.com.