Salvini tra conti pubblici e agenzie di rating

Con i conti pubblici sempre sotto osservazione, con le agenzie di rating che sollecitano una inversione di tendenza, con la Ue che ha annunciato per giugno un nuovo esame per l’Italia, i mercati – veri finanziatori del debito italiano – hanno immediatamente recepito le parole di Salvini in maniera negativa . Lo spread tra Btp e Bund tedeschi – a poco meno di un’ora dal finale di seduta – aveva rialzato la testa oltre 280 punti, precisamente a 280,5. Lunedì aveva chiuso a 277 punti. Il rendimento del decennale avanza al 2,728%. Secondo gli analisti l’andamento è stato influenzato proprio dalle parole del vicepremier . Va ricordato che già prima del varo della finanziaria il leader della Lega aveva irriso ai richiami della Ue  all’andamento dei mercati definendo quelle di Bruxelles «letterine» che non gli avrebbero fatto cambiare strada. Intenzione poi smentita dai fatti.

La reazione avversa non è arrivata solo dalla sfera finanziaria ma anche da quella politica: «Mi sembra abbastanza irresponsabile far aumentare lo spread in quel modo, come sta accadendo in queste ore, parlando di sforamento del rapporto del rapporto debito/Pil, che e’ ancora piu’ preoccupante dello sforamento del rapporto deficit/Pil» ha detto il vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio parlando con i giornalisti a Perugia e riferendosi alle dichiarazioni dell’alleato. «Prima di spararle sul debito/Pil – ha concluso – mettiamoci a tagliare tutto quello che non e’ stato ancora tagliato in questi anni di spese inutili, di grande evasione e di spending review».

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