Salvini. “Lega divisa? Dovranno aspettare 30 anni”

Il giorno dopo la turbolenza che ha investito la Lega con l’addio al partito di lady no-vax e l’assenza di 41 deputati al voto di fiducia sul dl grenn pass ‘bis’, Matteo Salvini cerca di buttare acqua sul fuoco e rasserenare gli animi. E’ indubbio che una Lega di piazza opposta a quella di governo sta creando confusione nell’elettorato ma soprattutto problemi ai governatori del nord attenti alle esigenze soprattutto economiche del territorio. Che un chiarimento tra le anime leghiste sia necessario ed opportuno è indubbio ma si dovranno aspettare le elezioni amministrative. Il rischio che la Lega possa perdere consensi è reale: quindi, ora, l’ordine di scuderia è quello di evitare polemiche e pensare solo al voto di ottobre. Poi ci sarà un confronto che qualcuno già paventa come una sorta di resa dei conti. Per ora il Capitano deve obbligatoriamente serrare i ranghi, evitare polemiche e fughe in avanti. “Sono trent’anni che ne dicono di tutti i colori sulla Lega. Se aspettano una Lega divisa devono aspettare i prossimi trent’anni”, dice il segretatio ospite di Telelombardia. “Un partito che raccoglie la fiducia di milioni di italiani, che ha mille sindaci e governa 14 regioni per fortuna in democrazia ha sensibilità diverse, ma su alcuni temi fondamentali, il no a nuove tasse, la conferma di Quota 100 e l’aumento delle pensioni di invalidità, siamo tutti d’accordo”, dice.

“Sulla storia del green pass esteso o meno saranno gli anni a dire chi aveva ragione. Noi stiamo garantendo come Lega il diritto al vaccino per chi lo vuole e il diritto alla studio, alla mobilità e al lavoro a tutti quelli che hanno fatto un’altra scelta. Una posizione di equilibrio, con i tamponi a basso costo”, aggiunge Salvini.

“Con Draghi -afferma- c’è sintonia perché la Lega ha fatto nascere questo governo sul preciso impegno che non si sarebbe aumentata nessuna tassa. Noi siamo al fianco di Draghi”. “A sinistra si parla di tassa patrimoniale e di tasse sui risparmi. In questi giorni si parla di revisione degli estimi catastali, che significa un aumento della tassa sulla casa. Da questo punto di vista contiamo su Draghi come argine alla voglia di tasse della sinistra e dei 5 Stelle”, dice ancora il segretario della Lega.

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