Salvini largamente in testa nei sondaggi

I sondaggi confermano che la Lega, pur avendo perso qualche punto percentuale dopo la rottura del governo gialloverde, resta largamente in testa alle preferenze degli italiani. Lo stesso dicasi per Matteo Salvini che supera abbondantemente il 30% nell’indice di fiducia confermandosi, assieme al premier Giuseppe Conte, il leader politico più apprezzato.

Eppure il destino di Salvini non è così solido. Molto, forse tutto, quanto a futuro politico, dipenderà dall’evoluzione delle prossime due settimane. Lo sa anche l’ex ministro dell’Interno, che non avendo più la ribalta garantitagli dal Viminale deve trovare strade alternative per imporsi all’attenzione.

Fa certo parte di questa strategia l’aver acconsentito al confronto-sfida propostogli dall’altro Matteo (Renzi) che si terrà martedì prossimo, 15 ottobre, nel salotto di Bruno Vespa. Un faccia a faccia inedito, che entrambi sfrutteranno per allargare il consenso nei rispettivi e distanti elettorati di riferimento.

Per Salvini sarà anche l’occasione per tirare la volata alla manifestazione che si terrà a Roma pochi giorni dopo, sabato 19, dove conta di riempire piazza San Giovanni per una prova di forza che ha un unico vero obiettivo: vincere le elezioni regionali in Umbria la domenica successiva. L’esito di quel voto è infatti decisivo per Salvini più che per chiunque altro.

Il leader della Lega deve poter dimostrare non solo di non aver perso la presa sull’elettorato ma soprattutto che il patto sottoscritto nei Palazzi romani da M5S e Pd è bocciato nelle urne. Per questo, contrariamente alla baldanza di quest’estate quando lasciava intendere di puntare a una Lega senza alleati pronta alla corsa in solitaria, oggi torna a parlare ripetutamente di «coalizione di centrodestra»: il Salvini fuori dal governo non può fare a meno di Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi perché andrebbe incontro a una sconfitta sicura che potrebbe rivelarsi fatale per la sua stessa sopravvivenza politica.

Il leader della Lega  è tornato ad attaccare il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a margine della presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare sul presidenzialismo in Cassazione.

Rispondendo ai cronisti che gli hanno domandato se preferisca che Conte vada il prima possibile in audizione al Copasir, Matteo Salvini, come riporta ‘Ansa’, ha dichiarato: “La parabola di Conte la vedo bella che finita. Può andare ovunque quando vuole”.

Il leader della Lega ha poi aggiunto: “Lo vedo confuso, da 5 giorni dice tutto e il contrario di tutto ma evidentemente c’è qualcosa che non torna. Chiedeva chiarezza da me ora il popolo chiede chiarezza a lui”.

Nei giorni scorsi, Salvini aveva già attaccato pubblicamente il premier Conte. Ospite di a’La7′, l’ex ministro dell’Interno aveva detto: “Aveva sempre detto che se fosse caduto il governo sarebbe tornato a fare l’avvocato e invece eccolo lì. Di Conte avevo sottovalutato il suo attaccamento alla poltrona”.

Alessandra Ghisleri.  direttrice di Euromedia Research è chiara: “Comunque la Lega rimane al di sopra del 30% e tra i politici Salvini è quello che rileva la fiducia più alta, intorno al 40 per cento. Italia Viva vale intorno al 5%, viene riconosciuta come un’operazione di palazzo: a Matteo Renzi manca il territorio.  Dopo la Leopolda potrebbe esserci   un rimbalzo sulle intenzioni di voti  ma  il vero rimbalzo si misura nelle urne.

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