Salvini in Senato: ‘Prima il taglio dei parlamentari e poi il voto’

 

 

Salvini, seduto tra i banchi dei senatori e non tra quelli del governo, si alza per parlare venendo interrotto più volte dalle contestazioni del Pd: “L’Italia vuole avere certezze e cosa c’è di più bello, democratico, trasparente, lineare, dignitoso che dare la parola al popolo. Cosa c’è di più bello. Non capisco la paura, il terrore, la disperazione”. Poi, rivolto al M5s, rilancia: “Raccolgo l’invito di Di Maio: la Lega voterà per anticipare il voto sul taglio dei parlamentari, 345 in meno la settimana prossima, e poi si va immediatamente a votare. Affare fatto, noi ci siamo”.

Risponde inoltre a Renzi, che ha tenuto nel pomeriggio una conferenza stampa al Senato proponendo un governo di responsabilità: “Capisco il terrore da parte del senatore Renzi, comprensibilissimo: perché sa che con i disastri che ha fatto gli italiani lo mandano a casa immediatamente quindi piuttosto che lasciare la poltrona sta qua col vinavil”. E conclude citando Paolo Borsellino:  “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”.

 Poco prima dell’intervento in Aula Salvini aveva smentito la possibilità di “ritirare i ministri“.

Singolare che Matteo Renzi  abbia visitato la Foiba di Basovizza, iniziando  così la campagna elettorale.  L’ex leader del Pd che, memore forse dei tempi in cui lusingava anche una fetta del popolo di centrodestra, sceglie un luogo della memoria per muovere i primi passi verso la riconquista dell’elettorato e si fa immortalare con sua figlia in preghiera. Tramandare il ricordo alle generazioni future: molto bene, allora il 10 febbraio lo si vedrà sicuramente in una delle fiaccolate in memoria dei fratelli italiani vittime dell’odio comunista titino.

Il primo invito pubblico gli è arrivato in uno dei commenti da una dirigente triestina di Fratelli d’Italia, Nicole Matteoni. Matteo Renzi, coerentemente, accetterà o questa si dimostrerà solo una trovata elettorale? E cosa pensano gli elettori del Pd in merito?  La Lega, prima dell’intervento di Matteo Salvini, ha proposto di votare la sfiducia al premier Conte nel pomeriggio di domani: “Vista la crisi in atto crediamo sia necessario votare la nostra mozione di sfiducia già domani, intorno alle ore 16 per rispetto verso l’anniversario della sciagura di Genova“.

Le parole di Salvini sono state accolte con un applauso dal M5s ma l’asse in Senato dei grillini con PD e LeU resta. I tre partiti, infatti, hanno confermato la propria linea chiedendo al presidente del Senato di calendalizzare l’intervento informativo del premier Conte per il 20 agosto 2019. Una proposta che dovrebbe passare visto che la maggioranza a Palazzo Madama sembra essere formata da questo gruppo con il Centrodestra in minoranza.

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