Salvini: Il Conte bis è il Monti bis, voluto da lontano

Matteo Salvini ci ha provato fino alla fine. Ha tenuto sempre il telefono acceso sperando in quella telefonata risolutiva. Che non è arrivata. Così ha provato a giocare l’ultima carta: offrire ufficialmente a Luigi Di Maio, la presidenza del consiglio in nome di una rinnovata alleanza con Lega. Il diretto interessato ha ringraziato per l’offerta ma ha detto no. Così per l’ormai vicepremier e ministro dell’Interno non è rimasto che ribadire a Sergio Mattarella la volontà di ritornare alle urne. Non senza togliersi qualche sassolino dalle scarpe nei confronti del suo ex premier, nuovamente incaricato. Ora farà opposizione al governo giallo che da verde diventa rossa e se riuscirà a giocare bene le sue carte alla prossima consultazione elettorale, che non sarà lontana, potrebbe rischiare veramente di fare cappotto. Naturalmente Pd e M5S permettendo. La sua sarà una lunga interminabile campagna elettorale che, per la verità, non è mai finita.

Per l’ex numero uno del Viminale “il candidato” alla presidenza del Consiglio “probabilmente lo hanno trovato a Biarritz, su indicazione di Parigi, Berlino e Bruxelles”. Un premier scelto, insomma dal G7 e da chi comanda veramente in Europa. “E’ un Monti bis. Dove è la discontinuità?”, attacca duro il leader del Carroccio, visto che “lo stesso presidente del Consiglio andrebbe a fare un Cdm nello stesso mese con i ministri della Lega e con quelli del Pd”.

Dopo aver parlato con Mattarella, chiedendo di bloccare l’operazione 5Stelle-Pd, Salvini lancia il suo allarme per la sovranità italiana. “Abbiamo l’impressione che ci sia un progetto che parte da lontano, non parte dall’Italia, che ha una idea di svendita di paese e delle aziende e del futuro di questo paese a poteri che non sono in Italia”. Ritorna l’eco dei poteri forti, della Troika, e del cordone sanitario, da ultimo evocato dai leghisti dopo l’isolamento in Ue, con l’elezione di Von der Leyen a Bruxelles.

Poi però nelle sue parole si materializza il nemico di sempre, quel Pd che sembrava sconfitto e che ha firmato la sua uscita dal Viminale. “Tutte le elezioni degli ultimi anni hanno visto un unico partito perdere sistematicamente ed è il Partito democratico, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Trento, Bolzano, Abruzzo, Molise, Basilicata, Sardegna, milioni di italiani si staranno chiedendo a cosa serve votare”, lamenta Salvini.

“La verità vera – per Salvini – è che 60 milioni di italiani sono in ostaggio di 100 parlamentari cacciatori di poltrone. Poi qualcuno si stupisce che la gente non va più a votare”. “Speriamo che questo governo non nasca perché nasce dall’odio, dalla esclusione, dalla fame di poltrone”.

Poi l’appello finale, ben sapendo che rappresenta solo un sogno considerando l’accordo tra Pd e M5S. “Dignità vorrebbe che ci fossero elezioni, dovrebbe essere una bella parola in democrazia, elezioni, evidentemente chi ha paura del voto può scappare per un mese, per sei mesi, per un anno, ma non può scappare all’infinito” dice ancora Salvini, ricordando che “si voterà in nove regioni italiane nei prossimi mesi, almeno queste elezioni non le possono sottrarre”. E proprio dalle elezioni regionali partirà il riscatto del leader della Lega.

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