Salvini: Governo non cade ma basta alla politica dei no

Il 34% lo gratifica. E’ felice pesando a cinque anni fa quando la sua Lega stava scomparendo dai radar della politica. Ed eccolo gioire per aver portato il partito al primo posto in Italia. Ed ora si apre la stagione politica più importante: una da giocare in Europa ed una a Roma.

Matteo Salvini è sicuro di una cosa: le regole europee andranno cambiate e il governo italiano andrà avanti senza scossoni. Sulla prima non ci sono dubbi a sentire il ministro dell’Interno. “E’ chiaro che le regole europee vanno cambiate, che i vincoli europei vanno cambiati. Siamo il primo partito di questo Paese e faremo valere i nostri diritti in Europa”. “Sono convinto che il nuovo parlamento europeo e la commissione europea saranno amici dell’Italia. E’ cambiata la geografia in Europa”, dice in conferenza stampa. “Questo voto italiano e francese permetterà all’Europa di investire ancora più soldi sui grandi opere, come la Tav e altre infrastrutture stradali, portuali e aeroportuali. E’ un mandato chiaro: andate e fate”. E ancora. “E’ in arrivo una lettera della commissione Europea sull’economia del nostro Paese e penso che gli italiani diano mandato a me e al governo di ridiscutere in maniera pacata parametri vecchi e superati”. Lo ha affermato il segretario della Lega, Matteo Salvini. Insomma in Ue si deve cambiare registro.

Per la politica interna la faccenda diventa più complicata. Assicura che non cambierà nulla e “non utilizzeremo questi consensi per regolamenti di conti interni. Il mio avversario era e resta la sinistra”.

“Ho sentito il presidente del Consiglio. Ribadisco che la lealtà della Lega al contratto e al governo non è mai stata in discussione”, dice in conferenza stampa Matteo Salvini. “Non mi interessa il riequilibrio dei poteri interni al governo – ha precisato -. Ho il mandato per lavorare in Europa per migliorare la situazione dei lavoratori italiani”. Ma dice basta ai no. E rivolgendosi ai 5S fa capire che ora si deve accelerare sui temi del contratto di governo targati Lega. Dai no bisogna passare ai sì sull’autonomia, sulla flat tax e le grandi opere. “Sarà un periodo economico complicato e siamo perfettamente consapevoli delle difficoltà. Chiedo un’accelerazione sul programma di governo”, dice Salvini ma precisa. “Se la Lega andrà al governo in Piemonte è chiaro che sarà un messaggio per la prosecuzione delle grandi opere. Abbiamo chiesto il voto per il sì” e la Tav si dovrà fare. La palla ora passa a Di Maio che sarà obbligato a cedere alle richieste dell’alleato di governo per evitare una rottura anticipata, pronosticata nella primavera prossima, già a dopo l’estate.

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