Salvini e Di Maio su sponde opposte

Sono su sponde opposte perché non possono allearsi per formare il nuovo governo.Se lo facessero uno dei due dovrebbe rinunciare al proprio cavallo di battaglia che lo ha accompagnato durante la campagna elettorale: Salvini alla flat tax e si inimicherebbe gli elettori del Nord, Di Maio al reddito di cittadinanza e si inimicherebbe quelli del Sud. Possono però allearsi per impedire che chiunque altro faccia un governo. Si sentono ormai i capi di quella che Di Maio ha definito l’inizio della Terza Repubblica, anche se a nostro avviso occorre ancora un periodo di transizione. Il loro intento potrebbe addirittura essere quello di tornare di nuovo alle urna con lo scopo ciascuno di assorbire quello che resta del Pd e di Forza Italia. Riteniamo, quindi, che occorra più tempo di quanto si immagini per la formazione del nuovo governo, sicuramente non prima di Pasqua inizieranno le consultazioni del Presidente della Repubblica. Il temporeggiare dei due vincitori potrebbe ,però, spingere qualcun’altro a scendere in gioco per riprendersi il ruolo che adesso gli è precluso, magari sperando che le scadenze di bilancio, la pressione dei mercati, l’allarme dell’Europa, costringano dopo qualche mese almeno uno dei due ad accettare un governo di tutti e di nessuno, un governo del Presidente.Durante la campagna elettorale sembrava ci fosse un’abbondanza di candidati Premier, adesso addirittura si rischia una sorta di governo estivo. Il Rosatellum avrebbe dovuto garantire che i 5 Stelle non raggiungessero la maggioranza per governare, favorendo un accordo di governo tra Renzi e Berlusconi. In parte c’è riuscito rispetto al partito di Di Maio, ma non aveva fatto i conti con quella che poi è stata una vera e propria disfatta per due ex Premier. Renzi, sconfitto e dimissionario come segretario del Pd, ha deciso di stare all’opposizione e di non fare trattative nè con Savini nè con Di Maio. Ma il suo partito non sembra questa volta essere d’accordo con lui, molti auspicano accordi con i Cinque Stelle, a cominciare da Emiliano, Governatore della Puglia. Regna grande incertezza e confusione all’interno, almeno fino all’Assemblea Nazionale che dovrebbe eleggere il nuovo segretario che dovrebbe guidare il partito fino alle primarie. L’altro grande sconfitto, Silvio Berlusconi, che si è visto scavalcare da Salvini, e ora è costretto ad essere leale con lui, in virtù del patto stretto: chi arriva prima sarà Premier. Ma la voglia del Cavaliere di riprendere la spada e saltare sul cavallo per riprendere la battaglia, sembra non essersi completamente sopita. Si intuisce chiaramente da una sua dichiarazione:’ Farò di tutto nel dialogo con gli interlocutori, pur di fare uscire l’Italia dallo stallo e dare un governo al Paese’. La sua speranza, si capisce dalle sue dichiarazioni, è che, esauriti i tentativi di formare il governo di di Maio e Salvini, sia la stessa Lega a proporre larghe intese con quella parte del Pd che non le disdegnerebbero, così tornerebbe centrale il suo ruolo e quello di Forza Italia.Ma al di sopra di tutti c’è l’inquilino del Colle che sta a guardare e sa aspettare, che da giudice costituzionale ha a cuore il rispetto delle prerogative costituzionale. Ma questo non vuol dire che alla fine, falliti tutti i tentativi, non mandi in Parlamento un premier da lui incaricato alla ricerca di una maggioranza, per il varo di un governo di scopo, che traghetti il Paese verso nuove elezioni, magari dopo l’approvazione di una nuova legge elettorale, più seria e meno confusionaria.

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