Salvini-Di Maio, crisi vicina: Se cade il governo si torna al voto

Continuano le scintille tra Lega e MoVimento 5 stelle. Matteo Salvini e Luigi Di Maio continuano ad attaccarsi come se fosse i leader di maggioranza ed opposizione, ruolo che a tratti rivestono da alleati nell’esecutivo gialloverde. A seconda dei temi, i due vicepremier indossano, alternativamente, la casacca di convenienza. Il pomo della discordia, vero, è la leadership politica di questo esecutivo o del prossimo che verrà ma viene utilizzato il tema del voto a Ursula von der Leyen alla Presidenza della Commissione Ue e l’inchiesta sui fondi russi come casus belli. Questo scontro tra i due vicepremier ha segnato il definitivo abbandono, con il voto al Parlamento europeo, dei 5S del campo sovranista ed antieuropeista per sposare la logica della real politick. Di Maio facendo votare ai suoi europarlamentari l’ex ministro della Difesa della Germania a capo della Commissione ha politicamente abbandonato il campo dell’Europa ‘ladrona’ in cambio di un uomo pentastellato, in quota Italia, ai danni della Lega che ha stravinto le elezioni. Si dirà che la scelta del rappresentante italiano seguirà iter diversi ma di fatto si è assicurato un ‘posto al sole’ da sbandierare a seconda del vento di giornata. Questa logica ha regalato a Matteo Salvini la bandiera, in Italia, dell’ultimo baluardo in cui può credere l’elettorato contro quell’Europa che spesso ci obbliga a scelte dolorose a danno del Bel Paese. La carta elettorale antieuropeista ora avrà come copiright la Lega di Matteo Salvini e sarà il vecchio-nuovo tema che il ministro dell’Interno sbandiererà nell’eterna campagna elettorale che sta vivendo da più di un anno l’Italia. Un regalo gratuito, ma tutto da capitalizzare, fatto dal M5S all’alleato-avversario di governo.

Tutto questo ha portato ad aleggiare la crisi di governo. E i due vicepremier continuano a buttare benzina sul fuoco. Sullo sfondo delle dichiarazioni c’è sempre la volontà di ricucire, e non potrebbe essere altrimenti, ma Salvini e Di Maio se le sono dette di tutti i colori.

 

Salvini: senza sì cade il governo. “Domani non cade nessun governo. Semplicemente vado avanti tranquillo, ma se ci sono dei sì: Sto in un governo che dice dei sì su Autonomia, riforma della giustizia; se devo sentire no tutti i giorni, non sto al governo per scaldare la poltrona”, ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini , a ‘Fuori dal Coro’ su Rete 4. “Con il M5s si è persa la fiducia, anche personale”, tuona Salvini da Helsinki attaccando Di Maio e annunciando che, venerdì, sarà assente sia al Consiglio dei ministri e al vertice sulle Autonomie. “Oltre questo governo ci sono solo le elezioni”, avverte il ministro dell’Interno cercando di screditare, sul nascere, qualsiasi ipotesi di piano B e di asse M5s-Pd per un Conte-bis. “5Stelle e PD? Da due giorni sono già al governo insieme, per ora a Bruxelles. Tradendo il voto degli Italiani che volevano il cambiamento, i grillini hanno votato il Presidente della nuova Commissione Europea, proposto da Merkel e Macron, insieme a Renzi e Berlusconi. Una scelta gravissima, altro che democrazia e trasparenza”. Ma il leader della Lega non vuole alcuna colpa di un’eventuale crisi: giustizia, autonomia, manovra, “con questi tre no allora cambia tutto”, è il suo diktat. “Se non si fa niente si va a casa e parlano gli italiani”. E pur dicendo di volere andare avanti Salvini va pesante su alcuni componenti del governo: “Io stimo e rispetto Luigi Di Maio, ritengo che alcuni ministri dei M5S non sono all’altezza. Lui è persona seria onesta e preparata – ha detto intervenendo a “Fuori dal coro” -. Se mi chiedono: sei soddisfatto di quanto fatto dai ministri della Lega? Sì e ‘tutti gli altri hanno fatto il massimo? No, ma non dipende da me”. E, nella Lega, si rincorre una voce: Salvini avrebbe deciso di rompere ma avrebbe detto ai suoi di attendere qualche ora per capire come gestire un passaggio delicatissimo.

Di Maio. Lega responsabile rottura. “Noi abbiamo voglia di continuare. Se la Lega vuole tornare al voto, lo può dire chiaramente, ma se ne assume la responsabilità. Se cade questo governo, il rischio è che torni l’asse Pd-FI. Il M5S non lascia il Paese in mano alla gente che l’ha distrutto. Per me questo è il solo governo possibile, che può fare le cose per gli italiani. Se non c’è questo governo, si torna al voto”. Lo scrive su Fb Luigi Di Maio. “Io gli italiani non li tradisco. Non abbiamo paura del giudizio della storia. Sappiamo di stare dalla parte giusta. Senza interessi, con le mani libere”, aggiunge. Il leader pentastellato ha riunito i capigruppo e i suoi, tra gli altri presenti Stefano Buffagni e Riccardo Fraccaro. Durante la riunione, si apprende, Di Maio avrebbe sottolineato: “Siamo stati colpiti alle spalle, le offese e le falsità dette nelle ultime 48 ore contro il M5S non hanno precedenti. Anche contro di me. Un mare di fake news solo per screditarci, quel che è accaduto è gravissimo”.

Il Quirinale. Su una cosa Salvini e Di Maio vanno d’accordo: non attaccare il Quirinale e non tirare per la giacca il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un passaggio importante considerando quello che è successo nel passato tra i due vicepremier ed il Colle. Il garbo istituzionale, fino ad ora, è stato salvaguardato. Secondo ambienti sia della maggioranza che dell’opposizione il Quirinale non avrebbe posto alcun veto sul ritorno alle urne ponendo tuttavia un tema: a settembre i tempi per la formazione del governo saranno strettissimi con la manovra in arrivo e, al Colle, non si ha alcuna intenzione di avallare un esercizio provvisorio. Insomma o subito oppure i tempi per ritornare alla urne non ci sono. E come succede, spesso, in questi casi il ruolo dell’arbitro assume una importanza vitale su come sarà continuata a giocare questa partita.

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