Salvini con i suoi slogan incanta gli italiani

Ha preso in mano un partito dilaniato dagli scandali e dalle diatribe interne e che non riscuoteva consensi al di sotto del Rubicone e ne ha fatto, almeno secondo i sondaggi, la prima forza politica dell’intero Paese. HA cancellato il bossismo senza che nessuno lasciasse la casa madre.Non solo ha scippato gli elettori a Berlusconi quasi con la sua benedizione. Eppure il Cavaliere non era solito perdonare e lasciare in vita i ribelli( Fini e Alfano). Persino gli scandali che negli ultimi giorni sembrano coinvolgere la Lega gli rimbalzano addosso. A Lui tutto è concesso. Persino le sue battute sono entrate nel linguaggio comune. Le ragioni di questo ‘amore ‘ improvviso degli italiani per Salvini, vanno ricercate nello slogan “il buon senso al governo”con cui si è aperto il raduno di Pontida. Tutto ciò che ai detrattori di Salvini può apparire approssimativo, conservatore o persino fascista, ai suoi elettori appare buon senso e normalità. Il suo programma che si riassume in : prima gli italiani negli asili, primi nelle case popolari, più carceri, più poliziotti, più armi in casa per difendersi da eventuali aggressori, meno tasse, meno burocrazia, meno migranti per le strade a bivaccare, meno vessazione da un’Europa tecnocratica. Che c’è di anormale in questo programma? Si chiedono i suoi elettori, anzi porta meno complessità nella vita del cittadino e non genera ansia. Perché i benpensanti fanno ironia sul ‘buon senso’ e vanno alla ricerca di paroloni astrusi e privi di significato? Il racconto salviniano della realtà è la favola rassicurante e a tratti inquietante come le favole classiche, che il bambino dentro di noi sognava da tutta la vita di sentirsi raccontare. Poi arriva sempre il momento in cui ci si sveglia e si comincia a vedere la realtà. Si vedrà se la benzina mondata dalle accise diminuirà, se la flat tax sarà stata applicata nei termini promessi, se la legge Fornero sarà stata abolita. Arriverà il momento in cui si vedrà se l’appetito di parole di buon senso sarà stato soddisfatto a sufficienza. A quel punto anche il buon Matteo dovrà sottoporsi alla verifica dei fatti e dimostrare di essere diventato l’uomo del cambiamento e non un racconta favole.

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