Salvini a Vannacci: “Nessuno aiuti la sinistra”. Lui: “È il cdx che ha tradito le promesse”

‘Nessuno aiuti la sinistra a vincere’. Matteo Salvini evita nomi e cognomi ma non ci sono dubbi sul destinatario del suo avvertimento. È Roberto Vannacci, che da quando ha lanciato il suo partito, Futuro Nazionale, dopo la separazione con la Lega, continua a fare incetta di consensi tra i delusi del centrodestra. Le sue mosse da qui al voto, nel 2027, rischiano di mettere parecchio in difficoltà l’attuale maggioranza che al momento ancora non si esprime sulla possibilità di allargare l’alleanza anche all’ex generale.

“Non parlo di persone, ma di idee, di valori e programmi comuni. Spero che nessuno aiuti la sinistra a vincere attaccando continuamente governo maggioranza così si fa il gioco di Schlein e Conte”, ha affermato il vicepremier, intervistato dal Giornale sul collocamento di Futuro nazionale. “Dove sarò io lo decideranno gli italiani come sempre da quando faccio politica”, ha aggiunto.

Il rapporto con l’ex generale si è chiuso in modo burrascoso. Vannacci, fino a qualche mese fa ritenuto un alleato prezioso della Lega, volto estremista del partito capace di catalizzare i consensi dell’ultradestra, si è trasformato in un bel guaio per Salvini e per il resto della maggioranza. Alle ultime amministrative, nonostante il risultato misero di Venezia (appena lo 0,7%), Futuro Nazionale è riuscito a portare a casa anche qualche soddisfazione, come l’exploit avuto a Vigevano (14%), roccaforte leghista. Lì il Carroccio si è fermato al 9,5%.

Sondaggi alla mano e con le regole elettorali attualmente in vigore, ora il centrodestra ha davanti a sé due opzioni per battere il campo largo: aprire la coalizione a Vannacci o fare sponda con Azione. Entrambi i percorsi si preannunciano in salita. I trascorsi tra Salvini e l’ex generale e la distanza siderale con Forza Italia rischiano di mandare all’aria qualsiasi ipotesi di trattativa. Anche l’accordo con Carlo Calenda, che in questi anni ha criticato aspramente il leader della Lega, sembra di difficile realizzazione.

Di fronte all’erosione di consensi subita negli ultimi mesi, il centrodestra teme le prossime mosse dell’ex generale. D’altronde Futuro Nazionale ha già accolto tre ex leghisti (Rossano Sasso, Edoardo Ziello e Laura Ravetto) e sarebbe pronto ad ospitarne di altri.

Vannacci ha replicato così all’accusa di Salvini di aiutare la sinistra: “Beh, a dire il vero, il centrodestra oggi è quello che tiene in piedi questa Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen, che sicuramente non fanno gli interessi degli italiani e che si rivolge anche a Mario Draghi”, ha dichiarato. “I nostri principi e valori si rifanno, invece, a una destra vera, orgogliosa e pura. Quindi non siamo noi che facciamo vincere la sinistra, ma probabilmente è questa alleanza di centrodestra che a Bruxelles, almeno una buona parte, vota come il Pd. Ed è per questo motivo che ci sono delle persone di destra che si sono rivolte a Futuro nazionale. Noi i nostri principi non li negoziamo. A differenza di qualcun altro che aveva fatto dei programmi molto simili a quelli che noi stiamo proponendo, ma che poi non li ha mantenuti”, ha attaccato.

Sull’ipotesi di entrare in coalizione con il centrodestra, è rimasto vago: ” Vedremo, se è il caso le faremo prima delle elezioni, ma noi invece contiamo proprio sulla coerenza, sulla voglia di portare avanti questi ideali e questi principi che per noi non sono assolutamente negoziabili né modulabili, in funzione di altre priorità. Non ho rapporti formali con Giorgia Meloni e con nessun rappresentante delle forze di maggioranza con i quali abbiamo discusso di quello che potrebbe essere un futuro. Al momento Futuro nazionale va avanti con le proprie forze, va avanti grazie al sostegno che gli state dando voi, va avanti grazie agli ideali e ai principi che ha scelto di rispettare. Questo è quello che ne fa la forza”.

«Futuro nazionale sarà presente alle elezioni comunali di Milano come partito, come squadra e avrà anche un autorevole candidato sindaco». Roberto Vannacci ribadisce l’intenzione di schierare la sua formazione di estrema destra alle amministrative del 2027. E, attraverso «Milano quotidiano» aggiunge che la sua «missione principale» sarà «rendere la capitale meneghina una città più vivibile soprattutto dal punto di vista della sicurezza».

Insomma, forte di sondaggi incoraggianti, adesioni e iscrizioni in quantità, qualche primo exploit elettorale (per esempio a Vigevano), l’ex generale punta sulla piazza di Milano e fa ovviamente da subito leva su uno degli argomenti più spendibili. E intanto a Legnano, in vista del ballottaggio c’è anche l’accordo tra Mario Almici, il candidato sindaco del centrodestra, e Carolina Toia, sostenuta da Futuro Nazionale. Ma come reagiscono i partiti del centrodestra milanese all’entrata in scena della nuova formazione che sfida tutti da destra? Non chiude la porta Fratelli d’Italia: «Credo che il centrodestra non debba snaturarsi e debba rimanere saldo attorno al proprio Dna — premette Riccardo Truppo, capogruppo del partito in consiglio comunale —.

Dopodiché, tanto per Futuro nazionale quanto per Azione, se su alcuni punti del programma dovesse presentarsi una buona convergenza, credo che non dovremmo escludere nessuno a propri di fronte alla competizione elettorale».

Il perché lo spiega chiaramente il leghista Alessandro Verri, peraltro consapevole che Vannacci stia drenando consensi nel recinto del Carroccio: «Io considero già Futuro nazionale di fatto nel centrodestra , anche perché se dovesse presentarsi da solo alle elezioni comunali farebbe soltanto un favore alla sinistra e non credo che Vannacci voglia questo». Un boccone amaro, quindi, da mandar giù pur di «evitare altri dieci anni di centrosinistra, magari con un sindaco come Piefrancesco Majorino».

È decisamente diverso, invece, il ragionamento politico proposto da Forza Italia. Alla domanda sull’opportunità di imbarcare anche Vannacci nel centrodestra, la riposta immediata del coordinatore Alessandro Sorte è un «no» seguito da una spiegazione politica: «Da oltre un anno proponiamo la candidatura a sindaco di una figura civica per poter allargare il perimetro della coalizione al centro». Traduzione: anche la minoranza interna si sta convincendo dell’opportunità di coinvolgere i centristi di Carlo Calenda, perché vincere a Milano sarebbe un ottimo viatico per le elezioni politiche, qualora si votasse in primavera nelle città e in autunno per il parlamento. Infine anche Noi Moderati, senza nominarlo, dice il suo no al generale: «Non abbiamo bisogno di populismi né di slogan inutili, che di sicuro non risolvono le esigenze di una città complessa come Milano».

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