Salvini a Juncker: Avete rovinato l’Italia e l’Ue. Difenderò gli agricoltori

Continua lo scontro tra Matteo Salvini e Jean-Claude Juncker. Il presidente della Commissione europea, rispondendo alle accuse del leader della Lega che ha incolpato lui e Pierre Moscovici, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, di aver rovinato l’Italia e l’Europa.

“Spero che Matteo Salvini non finisca mai nella situazione di dover raccogliere un mucchio di macerie”, dice da Vienne Juncker. Immediata la risposta del vice premier  in visita a Vienna. La replica del leader della Lega non si è fatta attendere. “Le uniche macerie che dovrò raccogliere sono quelle del bel sogno europeo distrutto da gente come Juncker”, ha detto Matteo Salvini arrivando al villaggio della Coldiretti a Roma.

“Sono incredibili e inaccettabili gli insulti che ogni giorno arrivano da Bruxelles e dai burocrati europei. Sarò felice di ricostruire una nuova Europa con il voto popolare di maggio. Io lavoro solo e soltanto per il bene e il futuro del popolo italiano”. E sulla manovra economica italiana ‘bocciata’ dall’Ue dice.

“L’Ue ha detto sì a manovre economiche che hanno impoverito e precarizzato l’Italia  e quindi non mi alzo la mattina pensando al giudizio che del governo e dell’Italia hanno persone come Juncker e Moscovici, che hanno rovinato l’Europa e l’Italia”. Per il capo della Lega i vertici dell’Ue “dicano quello che credono ma noi andiamo avanti dritti e sereni”. E parlando alla pancia di Coldiretti difende gli agricoltori italiani. “L’Ue sta predisponendo il bilancio per i prossimi 7 anni e c’è a rischio un taglio di 3 miliardi per gli agricoltori. Sappiano a Bruxelles che non firmeremo mai un bilancio che toglie anche un euro all’agricoltura italiana. I tagli se li possono infilare nel taschino della giacca”.

“L’agricoltura è stata sacrificata in nome del mercato delle auto, di quello bancario e dell’energia. Lo spread mi sta a cuore, perché interessa i mutui e risparmi dei cittadini italiani – ha aggiunto – ma prima ancora mi sta a cuore l’agricoltura italiana: se muore una stalla muore l’identità e la tradizione”.

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