Salvata la Banca popolare di Bari con 900 milioni: nasce la Banca del Sud

Via libera al salvataggio della Banca popolare di Bari. Il governo giallorosso ha approvato un decreto che stanzia 900 milioni per Invitalia che serviranno a finanziare il Microcredito centrale e acquisire quote della banca.

Tra gli obiettivi c’è quello di creare una banca d’investimento, che nascerebbe dalla ‘scissione’ delle acquisizioni fatte dal Mediocredito centrale: l’impegno è sostenere le imprese del Mezzogiorno. Nei prossimi giorni saranno definiti i termini del piano industriale per il rilancio dai commissari della banca, Mediocredito centrale e Fondo mcc e il Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), che interverrà con sue risorse.

Il semaforo verde arriva dopo due giorni di tensioni e scontri nel governo. Il premier Giuseppe Conte ha dovuto riconvocare i ministri in un cdm ‘notturno’ per approvare il decreto salva banca che era stato stoppato da Matteo Renzi e Luigi Di Maio venerdì notte. “Il governo è al fianco dei risparmiatori e dei dipendenti della banca”, dichiara il ministro Roberto Gualtieri.

Secondo alcune fonti, dei 900 milioni stanziati per il 2020 dal governo, alla Popolare di Bari potrebbero servirne 500 e altri 400 potrebbero essere impiegati per rafforzare altre banche del Sud o sostenere imprese come l’Ilva (per la quale l’esecutivo immagina un intervento proprio di Invitalia). Ma per ora sono solo ipotesi. Al rilancio della Banca Popolare di Bari parteciperanno anche il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi ed eventuali altri investitori. L’istituto di credito pugliese è stato sottoposto venerdì 13 dicembre alla procedura di amministrazione straordinaria da parte della Banca d’Italia. Tale decisione agevolerà il raggiungimento degli obiettivi di rafforzamento della BPB.

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