Salta il vertice sulle nomine della Cdp

Dopo le tensioni segnalate fra il duo Salvini-Di Maio ed il ministro dell’Economia Giovanni Tria su decreto dignità e legge di Bilancio, un altro fronte aperto nel governo è quello relativo alle nomine. In particolare quella per la Cassa depositi e prestiti, vero e proprio ‘forziere’ dello stato, su cui è stallo.

 Luigi Di Maio alla Camera si scaglia riservatamente contro il ministro e si parla di  un incontro a quattr’occhi fra Tria  e Conte a Palazzo Chigi, dove  si sarebbe parlato perfino di dimissioni.  I partiti della coalizione non sono due, sembra siano tre: la Lega, il Movimento Cinque Stelle, il partito di Giovanni Tria.  Tria è il leader dell’ala più moderata e silenziosa della maggioranza, quella sensibile alle ragioni del Quirinale e delle istituzioni.

Ieri il vertice convocato dal premier Giuseppe Conte,  e al quale avrebbero dovuto partecipare i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, assieme al ministro dell’Economia, è stato ‘rinviato per impegni’. La convocazione era arrivata dopo il nulla di fatto di mercoledì per le nomine alla Cassa depositi e prestiti, la società per azioni controllata per circa l’86% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e per il 14% circa da diverse fondazioni bancarie.

La fumata bianca per l’attuale vice presidente Bei Dario Scannapieco e Fabrizio Palermo, che sembravano in pole per la poltrona rispettivamente di ad e di direttore generale, non c’è stata. E così Cdp ha rinviato la nomina del nuovo consiglio di amministrazione al 24 luglio prossimo.

 Il titolare del Viminale ha  osservato: ‘Il 24 si risolve su Cdp? Sì, anche se confesso che non sono le partite che seguo direttamente’. Poi, commentando i rumors legati al no sul nome di Scannapieco, Salvini ha tagliato corto, liquidando i cronisti con un secco: ‘Chiedetelo agli altri’.

Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti lo ha quasi ammesso pubblicamente: ‘Sulle nomine esiste una procedura, chiedete a chi la gestisce e leggete il Fatto quotidiano’. La battuta si riferiva ad una lunga intervista in cui Conte  spiegava come funzionerebbe l’interazione nel governo: ‘Il ministro competente fa le proposte, io ne parlo con i due vicepremier, poi decidiamo insieme. Se non c’è accordo sulla persona più competente, rinviamo per trovarne una migliore’.

Sul caos nomine, è intervenuta anche l’opposizione: ‘Il ministro Tria non vuole farsi dettare le nomine da Di Maio e Salvini? Fa bene a chiedere il rispetto della legge e delle sue prerogative, fa bene a non voler incontrare i due vicepremier per parlare di spartizione e lottizzazione’, ha commentato il deputato dem Michele Anzaldi: ‘Il pasticcio del vertice di palazzo Chigi,  prima convocato, poi sconvocato e alla fine addirittura disconosciuto dai suoi stessi partecipanti, gli stessi che probabilmente lo avevano addirittura chiesto, è l’ennesima conferma di quanto sia debole l’idea di un governo con due vicepremier che si sentono entrambi premier senza esserlo’.

Antonella Di Pietro

 

 

Circa Redazione

Riprova

Massimo Giannini “Se passi 20 anni su una sedia a rotelle è inutile vivere tanto. Come il governo”

Si può criticare il governo Meloni. Si può contestarne l’azione, giudicarla insufficiente, accusarla di immobilismo, …

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com