Dopo le tensioni segnalate fra il duo Salvini-Di Maio ed il ministro dell’Economia Giovanni Tria su decreto dignità e legge di Bilancio, un altro fronte aperto nel governo è quello relativo alle nomine. In particolare quella per la Cassa depositi e prestiti, vero e proprio ‘forziere’ dello stato, su cui è stallo.
Luigi Di Maio alla Camera si scaglia riservatamente contro il ministro e si parla di un incontro a quattr’occhi fra Tria e Conte a Palazzo Chigi, dove si sarebbe parlato perfino di dimissioni. I partiti della coalizione non sono due, sembra siano tre: la Lega, il Movimento Cinque Stelle, il partito di Giovanni Tria. Tria è il leader dell’ala più moderata e silenziosa della maggioranza, quella sensibile alle ragioni del Quirinale e delle istituzioni.
Ieri il vertice convocato dal premier Giuseppe Conte, e al quale avrebbero dovuto partecipare i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, assieme al ministro dell’Economia, è stato ‘rinviato per impegni’. La convocazione era arrivata dopo il nulla di fatto di mercoledì per le nomine alla Cassa depositi e prestiti, la società per azioni controllata per circa l’86% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e per il 14% circa da diverse fondazioni bancarie.
Il titolare del Viminale ha osservato: ‘Il 24 si risolve su Cdp? Sì, anche se confesso che non sono le partite che seguo direttamente’. Poi, commentando i rumors legati al no sul nome di Scannapieco, Salvini ha tagliato corto, liquidando i cronisti con un secco: ‘Chiedetelo agli altri’.
Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti lo ha quasi ammesso pubblicamente: ‘Sulle nomine esiste una procedura, chiedete a chi la gestisce e leggete il Fatto quotidiano’. La battuta si riferiva ad una lunga intervista in cui Conte spiegava come funzionerebbe l’interazione nel governo: ‘Il ministro competente fa le proposte, io ne parlo con i due vicepremier, poi decidiamo insieme. Se non c’è accordo sulla persona più competente, rinviamo per trovarne una migliore’.
Sul caos nomine, è intervenuta anche l’opposizione: ‘Il ministro Tria non vuole farsi dettare le nomine da Di Maio e Salvini? Fa bene a chiedere il rispetto della legge e delle sue prerogative, fa bene a non voler incontrare i due vicepremier per parlare di spartizione e lottizzazione’, ha commentato il deputato dem Michele Anzaldi: ‘Il pasticcio del vertice di palazzo Chigi, prima convocato, poi sconvocato e alla fine addirittura disconosciuto dai suoi stessi partecipanti, gli stessi che probabilmente lo avevano addirittura chiesto, è l’ennesima conferma di quanto sia debole l’idea di un governo con due vicepremier che si sentono entrambi premier senza esserlo’.
Antonella Di Pietro
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