Russia, ucciso il Capo dell’opposizione al Cremlino

Centrato da quattro colpi di pistola a pochi passi dal Cremlino.

Boris Nemtsov, leader dell’opposizione russa a Vladimir Putin, ed ex vicepremier all’epoca della presidenza Ieltsin,è stato ucciso prima di mezzanotte in un agguato mentre passeggiava in compagnia di una ventitreenne  modella ucraina. La ragazza, Anna Duritskaia, è stata ascoltata dagli investigatori, quale testimone del delitto.Nemtsov,fisico di formazione, aveva 55 anni e negli anni 90′ era stato indicato quale delfino e possibile successore di Boris Ieltsin. Già governatore di Nizhni Novgorod, era riuscito a ricoprire importanti incarichi di governo, distinguendosi subito per le sue idee riformatrici. Più tardi fondava , insieme all’ex premier Kirienko, una formazione politica di destra liberale e riformatrice, ma differenza di Kirienko assunse posizioni di dura opposizione all’autoritarismo di Putin. Il Capo del Cremlino ha dichiarato che l’omicidio di Nemtsov è una provocazione per destabilizzare la Russia. Intanto ha avocato a sé le indagini sull’omicidio promettendo che saranno duramente puniti i colpevoli. L’agguato al leader dell’opposizione russa ha suscitato forti reazioni nelle cancellerie d’Europa e Stati Uniti. Da Obama ad Holland, dalla Merkel a Mattarella è unanime il coro di condanna per il barbaro omicidio. Tutti si appellano a Putin perché faccia piena luce sull’accaduto ed assicuri al più presto i colpevoli alla giustizia.

 

 

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