Russia e Ucraina: Ue, fumata bianca sull’embargo al petrolio

Dopo settimane di discussioni, il tanto atteso annuncio sull’embargo al petrolio russo è arrivato. L’Ue si impegnerà a fare a meno del greggio di Vladimir Putin. Tuttavia l’accordo trovato nelle scorse ore è zeppo di deroghe, con alcuni Paesi, su tutti l’Ungheria, che hanno avuto il permesso, tramite appunto deroga, di non allinearsi al sesto pacchetto di sanzioni.

Ursula von der Leyen e Charles Michel annunciano il sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca

“Accolgo con favore l’accordo #EUCO di stasera sulle sanzioni petrolifere contro la Russia. Ciò ridurrà effettivamente circa il 90% delle importazioni di petrolio dalla Russia nell’UE entro la fine dell’anno”. Così in un tweet la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

Sempre von der Leyen, in un secondo ‘cinguettio’: “Sono lieta che stasera i leader abbiano concordato in linea di principio sul sesto pacchetto di sanzioni. Questo è un importante passo avanti. Abbiamo anche deciso di lavorare su un meccanismo per fornire all’Ucraina un nuovo pacchetto eccezionale di assistenza macrofinanziaria fino a 9 miliardi”.

Stessi toni soddisfatti sono stati usati dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. L’accordo sull’embargo al petrolio russo raggiunto al vertice Ue copre “immediatamente più di 2/3 delle importazioni di petrolio dalla Russia, tagliando un’enorme fonte di finanziamento per la sua macchina da guerra”.

“Il pacchetto di sanzioni” approvato dai leader Ue “include altre misure incisive: esclusione dal sistema swift della più grande banca russa Sberbank, vietate altre tre emittenti statali russe e sanzionate le persone responsabili di crimini di guerra in Ucraina“, ha aggiunto Michel.

Scholz: “Sanzioni drastiche contro la Russia”

“L’Ue è d’accordo. Abbiamo concordato ulteriori drastiche sanzioni contro la Russia. Ci sarà un embargo su gran parte delle importazioni di petrolio dalla Russia”. Così il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, su Twitter circa l’intesa sull’embargo

“Stasera al vertice Ue abbiamo concordato il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia. L’Unione europea è riuscita a rimanere unita. Passo dopo passo l’Europa raggiungerà la piena indipendenza energetica. La Russia finirà per essere completamente isolata. Siamo forti nel continuare il nostro supporto all’Ucraina”. Lo ha scritto sui social il presidente della Lituania, Gitanas Nauseda.

Embargo al petrolio russo: deroghe e incognite

Accordo e quindi tutti soddisfatti? Non proprio, in quanto la quadra la si è trovata solo dopo aver concesso deroghe che rischiano di creare squilibri e tensioni nella stessa Ue. Innanzitutto lo stop riguarda solo le importazioni via mare.

Germania e Polonia infatti continueranno a sfruttare il greggio proveniente dall’oleodotto Druzhba. Medesimo discorso vale per l’Ungheria. Pure la Repubblica ceca ha ottenuto una deroga di 18 mesi, mentre per tutti gli altri Paesi il divieto entrerà in vigore entro la fine dell’anno.

Quindi? Quanto petrolio russo sarà bandito? Secondo Charles Michel i due terzi, per Ursula von der Leyen si arriverebbe persino a un taglio del 90% delle importazioni. La presidente della Commissione europea crede infatti nell’impegno di Germania e Polonia a fare a meno entro l’anno del petrolio russo, anche di quello che arriva dall’oleodotto.

E L’Italia? Con altri Paesi si era mostrata perplessa circa la deroga avuta da Berlino, Varsavia e  Budapest. Non a caso, Draghi aveva chiesto di “mantenere unità sulle sanzioni” rimarcando che “l’Italia è d’accordo sul pacchetto purché non ci siano squilibri tra gli Stati Ue”. Adesso Roma monitorerà che Berlino e Varsavia rispettino gli accordi.

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