Una missione di ricucitura voluta dalla Casa Bianca, particolarmente delicata, a pochi giorni dal nuovo attacco al pontefice di Donald Trump. Che ha accusato Leone XIV di “mettere in pericolo molti cattolici e molte persone” e di occhieggiare a un Iran con le armi nucleari. Parole a cui il papa aveva risposto con eleganza e fermezza ( la Chiesa ha parlato da anni contro il nucleare quindi li’ non c’è nessun dubbio”). Parole che vengono confermate dall’omaggio di una penna di legno d’olivo. “L’olivo è una pianta di pace”, dice il papa.
Lo scambio di regali: la penna d’ulivo e la palla da baseball
A sua volta Rubio ha regalato a papa Leone un fermacarte in cristallo a forma di palla da baseball. Chiaro riferimento alla nota passione di Prevost per i Chicago White Sox: “Lei è un appassionato di baseball, ma questo porta il sigillo del dipartimento di Stato. Cosa portare a qualcuno che ha tutto?”, ha detto Rubio accompagnando l’omaggio. Distensione compiuta dopo le gravi tensioni delle ultime settimane dovute alle intemerate del presidente Usa.
Quarantacinque minuti di colloquio in Vaticano
Nei quarantacinque minuti di colloquio (al termine del quale Rubio ha incontrato il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin) l’inviato di Washington e il pontefice hanno affrontato la situazione regionale e internazionale. Con particolare attenzione – recita lo stringato comunicato della sala stampa della Santa Sede – ai paesi segnati dalla guerra. “La necessità di lavorare instancabilmente in favore della pace” è stato al centro dell’incontro. “Vi è stato poi uno scambio di vedute sulla situazione regionale e internazionale, con particolare attenzione ai Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie», prosegue la nota.
Lavorare instancabilmente per la pace
Nel colloquio “si è parlato di Medioriente”, con particolare attenzione al Libano e all’Iran, di “Africa e di Cuba”. A proposito di Cuba è stata espressa la “necessità di dare un sostegno al popolo cubano in questo momento difficile”. Nel corso dei colloqui, definiti dalla Santa Sede “cordiali”, che il Segretario di Stato Usa ha avuto in Vaticano, prima con Papa Leone XIV e successivamente con il cardinale Pietro Parolin e con mons. Paul R. Gallagher “è stato rinnovato il comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d’America”.
Fonti americane parlano di incontro è stato “amichevole e costruttivo”. Una fonte del Dipartimento di Stato Usa sottolinea che l’incontro con il Pontefice ha ribadito “la solidità delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Santa Sede, nonché il loro impegno comune a favore della pace e della dignità umana”.
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