Rossella Urru torna torna a casa. Al Qaeda:”pagato riscatto di 15 milioni per tre ostaggi”

Capelli lunghissimi ed un corpo minuto avvolto in una lunga camicia bianca. E’ l’immagine di una donna che ha rischiato la vita, ma che è stata finalmente restituita all’affetto dei suoi cari. E così appena scesa dal Falcon 900, Rossella Urru ha stretto a sé i genitori e poi con un sorriso, quasi di rinascita, ha esclamato: “Finalmente è finita, ringrazio lo Stato italiano, il ministero degli Affari Esteri e l’Unità di crisi (il capo Claudio Taffuri era con lei sull’aereo) per il lavoro che c’è stato dietro il rilascio. La Urru ha voluto ringraziare anche “tutti coloro che hanno sostenuto la mia famiglia e la mia liberazione”. “Sto bene”, ha continuato, “e spero di poter continuare a lavorare nella cooperazione. E’ un lavoro rischioso, il rischio l’ho vissuto in prima persona. Sono stata trattata bene, sto bene, sono in forze, finalmente è finito”.

Rossella è stata accompagnata dal Capo Unità di Crisi della Farnesina Claudio Taffuri ed è stata accolta dal Presidente del Consiglio, Mario Monti, dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, dal ministro Andrea Riccardi, dal sottosegretario Gianni De Gennaro e dai famigliari, il padre Graziano, la madre Marisa, i fratelli Mauro e Fausto. Rossella Urru era stata rapita in un campo profughi nel sud dell’Algeria nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011, ieri è stata finalmente liberata.

Il premier, nel salutare Rossella Urru ,ha colto l’occasione per ringraziare “il lavoro dei tutti gli organi dello stato che si sono prodigati per il rilascio” e ha elogiato la “forza straordinaria della famiglia”.

Ma ad inasprire i toni di una giornata di festa, le indiscrezioni secondo cui per il riscatto della Urru e dei due cooperanti spagnoli, Enric Gonyalons e Ainhoa Fernandez, è stato pagato “un riscatto di 15 milioni di euro”. Lo rivela un portavoce del gruppo MOJWA (Movimento per un’unica jihad nell’Africa occidentale), il gruppo islamista del Mali responsabile del sequestro. “Abbiamo avuto 15 milioni di euro per il rilascio degli ostaggi e abbiamo ottenuto anche il rilascio di un mujahedeen (combattente) in prigione in Mauritania”, ha detto Walid Abu Sarhaoui. .

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