Rosario Giuliani e Luciano Biondini in concerto a Canepina per il Festival Culturale dell’Area Etrusco-Cimina

Canepina (VT) – domenica 6 settembre 2026
Nel suggestivo chiostro del Museo delle Tradizioni Popolari, il progetto “Cinema Italia” ha portato le musiche di Morricone e Rota in una dimensione nuova, tra lirismo, improvvisazione e virtuosismo. L’appuntamento è stato il sesto dei 51 eventi della quarta edizione del Festival Culturale dell’Area Etrusco-Cimina.

Canepina ha accolto la musica nel luogo forse più adatto a raccontare il rapporto fra memoria e contemporaneità. Nel pomeriggio di domenica 6 settembre, il chiostro dell’antico convento dei Carmelitani, oggi sede del Museo delle Tradizioni Popolari, ha ospitato Rosario Giuliani al sax e Luciano Biondini alla fisarmonica, protagonisti di Cinema Italia, progetto dedicato alle grandi colonne sonore del cinema italiano e in particolare alle musiche di Ennio Morricone e Nino Rota.

Cinema Italia ha offerto una forma di memoria affidata alla musica e alle immagini che le melodie del cinema italiano hanno contribuito a fissare nell’immaginario collettivo.
Il progetto nasce dall’incontro artistico fra Rosario Giuliani e Luciano Biondini e approda nel 2016 alla pubblicazione dell’omonimo album inizialmente realizzato con Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Michele Rabbia alle percussioni, batteria ed elettronica. L’idea è quella di attraversare alcune delle pagine più celebri della musica da film italiana senza limitarsi a riproporle, ma restituendole a una sensibilità contemporanea, nella quale la melodia diventa materia per l’improvvisazione.

Ed è proprio questa la cifra più interessante dell’esecuzione ascoltata a Canepina. Giuliani e Biondini non hanno trattato le colonne sonore come reliquie da conservare intatte, ma come melodie vive, capaci ancora di trasformarsi. Il sax di Giuliani, con il suo fraseggio fluido e la capacità di passare dalla cantabilità alla più energica libertà jazzistica, ha trovato nella fisarmonica di Biondini un interlocutore ideale, due strumenti che hanno costruito un dialogo serrato, ricco di sfumature, contrasti e improvvise aperture.


Il programma ha attraversato soprattutto l’universo musicale di Ennio Morricone e Nino Rota, riportando alla memoria alcune delle immagini più celebri del cinema italiano. Il Padrino, Nuovo Cinema Paradiso, Indovina chi viene a cena, Deborah’s Theme, La strada e Otto e mezzo hanno composto un itinerario nel quale il riconoscimento immediato delle melodie lasciava progressivamente spazio alla sorpresa delle riletture.

Particolarmente suggestiva la dimensione lirica di alcuni momenti, dove la fisarmonica di Biondini ha saputo conservare quella particolare malinconia che appartiene a tanta musica cinematografica italiana, mentre il sax di Giuliani ne ha dilatato le possibilità espressive. Ma accanto alla dimensione più intimista non sono mancati energia, ironia e gioco, elementi che hanno reso il concerto tutt’altro che una semplice sequenza di temi celebri.

A chiudere il programma è stato Otto e mezzo di Nino Rota, affrontato con una libertà virtuosistica e una componente quasi teatrale che ha coinvolto il pubblico fino all’ultima nota. Un’esecuzione brillante e divertita, nella quale la celebre musica di Rota è diventata terreno di dialogo, rincorsa e invenzione fra sax e fisarmonica, prima di lasciare spazio al bis richiesto dagli applausi.

Quello di Canepina è stato così un appuntamento capace di tenere insieme diverse forme di patrimonio: quello materiale custodito dal museo, quello architettonico del convento e del suo chiostro, quello immateriale delle tradizioni locali e, infine, quello musicale e cinematografico evocato da Giuliani e Biondini.


L’incontro rientrava nella quarta edizione del Festival Culturale dell’Area Etrusco-Cimina, rassegna promossa dalla Comunità Montana dei Cimini – SISC e sostenuta dalla Regione Lazio nell’ambito dell’avviso La Cultura fa Sistema. L’edizione 2026, partita il 12 agosto, propone 51 appuntamenti distribuiti in 17 comuni del territorio, intrecciando musica, cinema e letteratura.

Era il sesto appuntamento del cartellone e ha confermato una delle caratteristiche più interessanti del festival: portare la cultura fuori dai luoghi convenzionali, facendola incontrare con i piccoli centri, con i musei e con gli spazi della memoria. Una scelta che nel caso del concerto di Cinema Italia ha assunto un significato quasi naturale: le musiche che hanno raccontato l’Italia attraverso il cinema sono risuonate in un luogo che, attraverso gli oggetti, gli affreschi e le testimonianze della vita quotidiana, continua a raccontare la storia di una comunità.

Alla dimensione artistica si è aggiunta quella della solidarietà. Durante il concerto sono state raccolte offerte a sostegno della ricerca scientifica contro la SLA, nell’ambito dell’impegno di Tuscia in Jazz for SLA. Presente all’appuntamento anche Italo Leali, direttore artistico e figura di riferimento dell’iniziativa, che da anni lega alla proposta musicale un’attenzione concreta alla ricerca.

Canepina ha così offerto al pubblico non soltanto un pomeriggio di musica di qualità, ma un’occasione per riscoprire quanto i luoghi della cultura possano ancora essere vivi quando vengono attraversati da nuove esperienze. Nel silenzio antico di un chiostro seicentesco, le melodie di Morricone e Rota hanno ritrovato una nuova voce: quella del jazz, capace di trasformare la memoria in qualcosa che continua, ancora oggi, a emozionare.


Festival Culturale dell’Area Etrusco-Cimina
IV Edizione

a cura di ARCA
Associazione Ronciglionese Comunità Attiva

in collaborazione con
Tuscia in Jazz for SLA
Tuscia Film Fest
Acrobazie Letterarie

Loredana Margheriti

Circa Loredana Margheriti

Ha un formazione umanistica che affonda le radici nella ricerca documentale. La passione per la musica, in particolare per il canto lirico, accompagna da sempre il suo percorso, ha intrapreso infatti in giovane età lo studio del canto. "Scrivere di arte e spettacolo è per me un modo per restituire emozioni, condividere visioni e dare voce a ciò che l’esperienza estetica accende dentro di noi." Mossa da passione quindi, ed accompagnata da infinita curiosità, collabora con diverse testate digitali, occupandosi soprattutto di recensioni musicali e operistiche, ma racconta spesso anche di eventi culturali, teatrali e d’arte. Attualmente lavora nel restauro di beni culturali monumentali, un’attività che le permette di rimanere in costante dialogo con la bellezza, anche nella sua forma materica.

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