Roma, truffe online: 5 arresti a Tivoli, oltre 150 vittime in tutta Italia

Cinque persone sono state arrestate dai carabinieri per un giro di truffe che, partito da Tivoli, vicino a Roma, in soli due mesi ha fatto oltre 150 vittime in tutta Italia.I reati, contestati dalla Procura della Repubblica a tutti gli indagati, sono quelli di associazione per delinquere finalizzata alle truffe e minaccia aggravata, per il capo della banda, l’unico finito in carcere, mentre gli altri quattro sono ai domiciliari.L’attività investigativa condotta dai carabinieri è iniziata nel mese di settembre 2017 e ha messo in luce le attività illecite perpetrate dal gruppo, durante il periodo di 2 mesi nei quali è stato possibile ricostruire 156 truffe.I 5 indagat avevano pubblicato sui più famosi siti on line diversi annunci con i quali pubblicizzavano la vendita, a prezzi convenienti, di apparecchiature elettroniche, telefoni cellulari, piscine da esterno, assicurando la spedizione del materiale previo pagamento mediante la ricarica di alcune carte prepagate. L’acquirente, dopo aver concordato il prezzo, effettuava il pagamento mediante la prevista ricarica senza però ricevere la merce ordinata. A questo punto, il compratore si preoccupava di contattare più volte il sedicente venditore il quale all’inizio avanzava dei dubbi sulla ditta incaricata della spedizione mentre in altri casi, in considerazione delle pressanti richieste di rimborso avanzate dalle vittime, passava alle minacce, millantando parentele con il clan dei Casamonica.

Il capo è arrivato a minacciare botte ma anche la pubblicazione di falsi annunci su siti di incontri utilizzando l’utenza della vittima quale punto di contatto per concordare la prestazione sessuale. L’identificazione del capo del gruppo, è stata possibile anche grazie all’intraprendenza di una donna vittima della truffa che in un caso, dopo essere stata minacciata, ha esibito in sede di denuncia sporta presso i carabinieri di Colonna, l’audio della conversazione intrattenuta con il falso venditore. Lo stesso file, una volta acquisito dai carabinieri, è stato inviato al Ris di Roma per il confronto della voce con un altro file, registrato dai militari durante un colloquio con il falso venditore. L’esito degli accertamenti del Ris ha blindato l’identificazione del soggetto.

Le truffe commesse hanno interessato diverse centinaia di vittime residenti in diverse regioni italiane molte delle quali non hanno sporto querela proprio per le minacce del gruppo o la mancanza di fiducia sulla possibile identificazione del falso venditore. Il giro di affari accertato dalle indagini e relativo a soli due mesi è stato di circa 25.000 euro.Allo stato risulta indagata in stato di libertà, una sesta persona non raggiunta dal provvedimento cautelare.

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