Roma. Truffa su vendita auto, nel mirino anche ex calciatori giallorossi

Un giro d’affari per diversi milioni di euro è stato smantellato dalle forze dell’ordine romane. In manette è finito un 43enne pregiudicato della Capitale. L’indagine è nata dalla denuncia sporta da un privato cittadino al Commissariato di Porta Pia, dopo l’acquisto  presso un concessionario, di due autovetture di cui non è riuscito ad ottenere, nonostante le insistenze, il passaggio di proprietà. Gli investigatori hanno scoperto che le macchine non erano ‘messe in conto vendita’ ma erano autovetture concesse in locazione da una società di noleggio a cui non venivano mai restituite. Tre le persone accusate di bancarotta fraudolenta attraverso l’omessa fatturazione di vendite per 3 milioni di euro. Tra i truffati ignari cittadini, professionisti e ex calciatori della Roma. L’arrestato è, di fatto, l’amministratore di una società che vende autovetture, ma la cui attività punta al facile guadagno a spese di ignari clienti, società finanziarie o di leasing, società di noleggio e da ultimo, lo Stato. L’evasione fiscale è stata quantificata in 18 milioni di euro. Non solo gli indagati sono accusati di aver venduto come proprie o ‘in conto vendita’ autovetture appartenenti a società di noleggio inconsapevoli o a privati cittadini a cui non arrivava mai il pagamento dell’auto, ma ottenevano, per conto dei loro clienti o aspiranti tali, consistenti finanziamenti da ignare società di credito al consumo o finanziarie. In particolare, riempivano i moduli per le richieste di finanziamento con i dati anagrafici e di reddito di ignari clienti, a cui richiedevano la fotocopia dei suddetti documenti, falsificando la firma. In questo modo C.L. e i suoi complici sono riusciti a carpire fraudolentemente ad una società finanziaria 80mila euro attribuendo falsamente la richiesta a quattro calciatori di serie A, clientela interessata all`acquisto di autovetture. Altri 144 mila euro complessivi sono stati carpiti, con lo stesso metodo, a quattro diverse finanziarie per quattro diversi contratti. I clienti, così, si trovavano a ricevere solleciti di pagamenti per finanziamenti mai richiesti, finendo iscritti tra i debitori di tali società. 

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