Rohani a Roma, “viaggio storico”. In serata l’incontro con Renzi

ROMA. Il presidente iraniano, Hassan Rohani, è a Roma per la visita ufficiale di tre giorni. Il volo speciale, un A321, con a bordo Rohani, che guida una delegazione di sei ministri e 120 tra imprenditori e dirigenti di aziende pubbliche, è atterrato alle 10.30 all’aeroporto militare di Ciampino. Alle 12 Rohani sarà ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con una cerimonia ufficiale di benvenuto. A seguire la colazione ufficiale. Alle 19 è in programma l’incontro con il presidente del Consiglio Matteo Renzi al Campidoglio. Domani in agenda, tra l’altro, gli incontri con i Presidenti del Senato e della Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini, mentre alle 11 è previsto l’incontro, In Vaticano, tra Rohani e Papa Francesco.

“Questo viaggio dopo l’accordo sul nucleare e la fine del regime sanzionatorio rappresenta un momento storico”, ha detto Rohani prima di imbarcarsi sull’aereo a Teheran, aggiungendo che l’obiettivo è “approfittare al massimo di ogni occasione di sviluppo per il Paese e il lavoro per i giovani, rafforzando la cooperazione economica efacilitando gli investimenti delle società italiane e francesi (mercoledì sarà a Parigi, ndr) in Iran”.

“Spero che non si trasformi nella parata del vincitore, del re del mondo a cui tutto è concesso”, è il commento velenoso dell’ambasciatore israeliano in Italia, Naor Gilon. Israele, spiega Gilon all’Ansa, si aspetta che l’Occidente “non dimentichi i suoi valori di base” e che imponga all’Iran di rispettare “paletti” molto precisi, non solo nel capitolo del nucleare militare, ma anche per quanto riguarda la strategia della destabilizzazione messa in atto dalla Repubblica islamica in Medio Oriente, e il mancato rispetto dei diritti umani e politici.

“L’Iran – ha ricordato Gilon – ha una lunga storia di negazionismo ed ogni anno, in questi giorni, organizza un concorso di vignette per ridicolizzare l’Olocausto”. Anche sui diritti umani e i valori occidentali, Israele vorrebbe parole chiare.”Duemila persone sono state impiccate in Iran, alcune di loro per motivi politici. I diritti delle donne, dei gay, delle minoranze non sono rispettati. Su tremila candidati riformisti per il nuovo Parlamento di Teheran, solo 30, l’1%, hanno ottenuto il permesso di presentarsi per il voto”, elenca l’ambasciatore.

L’Iran è una “minaccia percepita non solo da Israele ma anche dai paesi arabi sunniti, i quali infatti sono corsi al riarmo”. In questa situazione, che rischia di essere catastrofica per tutti, “l’Isis non è il pericolo numero uno, in quanto è il frutto della destabilizzazione e non la causa”, ha spiegato Gilon. “Si sconfigge l’Isis solo stabilizzando il Medio Oriente”. E per fare ciò è necessario che l’Occidente “imponga limiti e sbarramenti” alle ambizioni iraniane, ha concluso.

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