Il governo gialloverde si prepara ad un riordino delle strutture di vertice di Inps e Inail che dovrebbe portare alla rimozione del presidente Inps Tito Boeri, su cui aleggia l’ombra di un uomo più vicino alla Lega. Si è parlato di Alberto Brambilla, già sottosegretario al Lavoro nei governi Berlusconi. Brambilla sarebbe comunque affiancato, oltre che dal ricostituito Cda, da un direttore generale indicato dal M5S.

La misura che cancella dieci anni di gestione semicommissariale e reintroduce il Cda, secondo quanto risulta all’Adnkronos, sarà inserita nel provvedimento sul riordino delle pensioni annunciato dal governo. Il riordino avrà come effetto collaterale quello di azzerare gli attuali vertici dei due enti, il presidente dell’Inps Tito Boeri, particolarmente inviso alla Lega per le sue continue bocciature delle modifiche alla Fornero, e il presidente dell’Inail Massimo De Felice.

Il nuovo Cda sarà composto dal presidente e da quattro consiglieri. Sarà nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Sulla proposta è acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari. La nomina è subordinata al parere favorevole espresso dalle predette Commissioni a maggioranza assoluta dei loro componenti e all’intesa con il consiglio di indirizzo e vigilanza, che deve intervenire nel termine di trenta giorni. In caso di mancato raggiungimento dell’intesa entro tale termine, il Consiglio dei Ministri può comunque procedere alla nomina con provvedimento motivato.

I componenti del consiglio di amministrazione devono essere in possesso di diploma di laurea magistrale e sono scelti tra persone di comprovate competenze, professionalità ed esperienza nell’esercizio di funzioni attinenti al settore operativo dell’istituto e in possesso di requisiti di indiscussa moralità e indipendenza. Inoltre durano in carica quattro anni, possono essere confermati una sola volta e cessano dalle funzioni allo scadere del quadriennio, anche qualora siano stati nominati nel corso di esso in sostituzione di altri componenti dimissionari, decaduti dalla carica o deceduti.

Per tutta la durata dell’incarico i componenti del consiglio di amministrazione, a pena di decadenza, non possono esercitare, direttamente o indirettamente, alcuna attività professionale o di consulenza, né possono essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o privati né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura, compresi gli incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti, o incarichi all’interno dell’istituto. I dipendenti pubblici sono collocati fuori ruolo o in aspettativa per l’intera durata del mandato anche in deroga ai rispettivi ordinamenti. Le decisioni del consiglio di amministrazione sono assunte a maggioranza dei componenti. In caso di parità dei voti prevale il voto del Presidente.

L’obiettivo della riforma è quello di superare alcune criticità nella gestione degli Enti, e in particolare dell’Inps, riconducibili alla concentrazione nella figura del presidente delle competenze prima attribuite al Cda e alla mancanda di una puntuale demarcazione dei diversi ruoli e delle funzioni determinata dalla sovrapposizione di numerose norme in materia.

E proprio oggi arriva il duro attacco del presidente dell’Inps Boeri all’attuale governo. Durante la presentazione a Milano del libro di Paolo Gentiloni, Boeri ha parlato infatti di un esecutivo che ‘vive di annunci e di un mancato ridimensionamento di alcuni, con uno stile che tende a delegittimare tutto ciò che sta nel mezzo, corpi intermedi e organi indipendenti che devono dare parerei tecnici’. Secondo Boeri, l’aspetto della delegittimazione è preoccupante in democrazia dove è fondamentale avere dei parapetti che fanno funzionare la democrazia e se li indebolisci, c’è la dittatura della maggioranza.