Riforma dei partiti e testo che dorme in Parlamento

Dopo la notizia delle multe di 150mila euro del Movimento cinque stelle a chi deroga al codice di comportamento del movimento a Roma, il Pd ha sottolineato la necessità di accelerare sulla riforma dei partiti. Una proposta di legge in Parlamento c’è ma, al momento, è ferma in commissione Affari Costituzionali alla Camera. Il testo, il 3147, è stato presentato a Montecitorio il 26 maggio 2015 e ha la prima firma del vice segretario del Pd Lorenzo Guerini. Il 15 settembre 2015 il Pd ha chiesto che se ne avviasse l’esame. Anche al Senato erano presenti diverse proposte di legge in materia sulle quali si era avviato un esame che fermo, però, dal gennaio 2015. Palazzo Madama ha dunque ‘passato la mano’ a Montecitorio chiedendo in ogni caso che si proceda d’intesa tra i due rami del Parlamento. Alla Camera, però, l’ultima seduta sul provvedimento risale all’ottobre scorso. Il provvedimento ha come obiettivo la piena attuazione dell’articolo 49 della Costituzione: ‘Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” prevedendo, dunque, per i partiti l’acquisizione della personalità giuridica. Tale riconoscimento è collegato, però, al rispetto di alcuni standard di democrazia interna, dalla disciplina delle procedure di ammissione agli strumenti a tutela delle minoranze interne, dalle modalità di selezione delle candidature alle cariche pubbliche alle procedure per la scelta del leader.  Il testo prevede anche una delega al governo per la redazione di un testo unico sui partiti che deve avere tra i suoi principi anche l’attività di controllo e la disciplina sanzionatoria.

 

 

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