RICHARD WAGNER CON LOHENGRIN INAUGURA LA NUOVA STAGIONE AL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Roma, 2 dicembre 2025

Il ritorno di Lohengrin al Teatro Costanzi dopo cinquant’anni inaugura la nuova stagione dell’Opera di Roma con un progetto ambizioso affidato Alla direzione musicale del Maestro Michele Mariotti e alla regia di Damiano Michieletto entrambi al loro debutto wagneriano romano. L’allestimento, coprodotto con il Palau de les Arts di Valencia e La Fenice di Venezia, si colloca in un percorso artistico che la Fondazione porta avanti da anni, aprire ogni stagione con un autore diverso, cercando un equilibrio fra tradizione e nuovi sguardi e in questo quadro, Wagner diventa un terreno di sperimentazione più che di celebrazione.

La direzione di Michele Mariotti è uno dei punti più forti della serata, chi lo conosce per Rossini o Verdi ritrova qui la stessa cura minuziosa, ma applicata a un tessuto musicale più rarefatto, quasi spirituale. I pianissimo sono straordinari, pieni, vibranti, sospesi come veli sottili che non si spezzano mai. Le esplosioni di suono, al contrario, arrivano compatte e decisive, senza mai risultare pesanti. Orchestra e coro rispondono con un affiatamento raro, dando corpo a un Wagner luminoso e respirato, lontano dall’immagine stereotipata della perenne densità sonora.

Sul piano scenico, molti i momenti suggestivi, nel primo atto l’ingresso di Elsa che avanza come in equilibrio su una trave invisibile, gesto che rende immediatamente leggibile la sua vulnerabilità e la precarietà della sua posizione nel tribunale pubblico del popolo, un’apparizione che porta letteralmente luce in scena. L’arrivo di Lohengrin poi è definito da una precisione quasi disarmante, l’emissione di Korchak (al suo debutto nel ruolo), nella sezione più sospesa e quasi priva di accompagnamento, rivela un controllo impeccabile e una qualità vocale che corrisponde perfettamente all’immagine di un personaggio “altro”, enigmatico, quasi fuori dal nostro stesso tempo.

Il secondo atto conferma la solidità della costruzione drammaturgica. Il duetto tra Ortrud e Telramund è teso, ben condotto, capace di far emergere una malvagità più psicologica che caricaturale. Subito dopo, l’intervento di Elsa, così dolce e flessuosa, crea un contrappunto emotivo delicatissimo e apre una zona di fragilità che la regia non sfrutta mai in maniera sentimentale, mantenendo sempre un registro sobrio e credibile.

La componente medievale dell’opera, e del mito arturiano a cui superficialmente si ricollega, qui non è ricostruita né illustrata. Della materia originaria resta ben poco, e volutamente. Il Medioevo di questo allestimento è quello simbolico, quello stratificato nelle nostre fantasie contemporanee, non il tempo storico quindi, ma quel repertorio di immagini che ogni epoca riplasma a proprio uso.
Le scenografie di Paolo Fantin, presentate anche durante la conferenza pre-debutto, insistono su questa prospettiva, con il grande elemento giallo che richiama la colpa e muta di forma, l’argento che sotto varie forme fisiche richiama il sacro, l’ovulo materico che introduce il tema della nascita e del dubbio. Non sono simboli rigidi, ma materie vive che reagiscono al dramma.

Il cast contribuisce in modo determinante alla riuscita dello spettacolo. Dmitry Korchak offre un Lohengrin di purezza vocale inattesa, lontano da qualsiasi retorica eroica. Jennifer Holloway dona a Elsa una fragilità luminosa e coerente, in perfetta sintonia con la regia. Ekaterina Gubanova è un’Ortrud magnetica e incisiva; Tómas Tómasson nei panni di Telramund solido e credibile. Ottimo l’Araldo di Andrei Bondarenko che con l’Heinrich di Clive Bayley completano coi quattro nobili di Brabante, un insieme vocale stabile e ben affiatato, rafforzato dalla presenza impeccabile dei giovani del progetto “Fabbrica”.

Il coro del Teatro dell’Opera, preparato in modo egregio dal Maestro Ciro Visco, offre una prova di qualità splendida mostrandosi compatto e limpido nelle dinamiche, capace di passare dai pianissimo agli slanci di potenza senza mai perdere coesione.
Nel complesso, questo Lohengrin riesce a essere al tempo stesso rigoroso e accessibile. Chi non frequenta abitualmente Wagner, e non si lascia trascinare nei meccanismi dell’ascolto tecnico, può viverlo con una sorpresa più diretta, immediata entrando nel racconto e lasciandosi portare dal flusso musicale. La lunghezza dell’opera diventa un’immersione più che una prova di resistenza … è una qualità rara.

La serata ribadisce la maturità artistica dell’Opera di Roma e la capacità della sua squadra creativa di rinnovare un grande repertorio senza abbandonarne la sostanza. Mariotti, Michieletto e Fantin, con un cast in stato di grazia, consegnano un Wagner limpido, mobile, lontano dalle rigidità del passato. Un’inaugurazione che guarda avanti con intelligenza, senza perdere il contatto con la tradizione.

Lohengrin sarà in scena fino a domenica 7 dicembre e vale assolutamente la pena fare questa immersione di bellezza.

Stagione 2025/2026

LOHENGRIN

Musica di Richard Wagner
Opera romantica in tre atti su libretto proprio

Direttore Michele Mariotti
Regia Damiano Michieletto
Maestro del Coro Ciro Visco

Scene Paolo Fantin
Costumi Carla Teti
Luci Alessandro Carletti
Drammaturgo Mattia Palma

PERSONAGGI e INTERPRETI
Heinrich der Vogler Clive Bayley
Lohengrin Dmitry Korchak
Elsa von Brabant Jennifer Holloway
Friedrich von Telramund  Tómas Tómasson
Ortrud  Ekaterina Gubanova
Der Heerrufer des Königs Andrei Bondarenko
Vier Brabantische Edle Alejo Álvarez Castillo *, Dayu Xu *, Guangwei Yao *, Jiacheng Fan *
Vier Edelknaben Mariko Iizuka, Cristina Tarantino, Silvia Pasini, Caterina D’Angelo
*dal progetto “Fabbrica” – Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma
Nuovo allestimento Teatro dell’Opera di Roma in coproduzione con Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia e Teatro La Fenice di Venezia

ph. Fabrizio Sansoni

www.operaroma.it

Loredana Margheriti

Circa Loredana Margheriti

Riprova

IL PIANO CONCERTO N. 1 DI DARDUST IN PRIMA ASSOLUTA NELLA STAGIONE DEI POMERIGGI MUSICALI 2025-2026 “SÈNTITI PÀRTE”

Il celebre pianista e compositore marchigiano, tra i più influenti artisti della musica italiana di …

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com