Renzi vs Marchionne: “Ha ingannato lavoratori e politica”. L’ad di Fiat: “Non sei Obama”

E’ un botta e risposta che non risparmia niente e nessuno quello tra Renzi e Marchionne. “Il tempo del ‘con Marchionne senza se e senza ma’ è  alle spalle, l’ad della Fiat ha preso in giro i lavoratori e la politica”.Ma l’ad del Lingotto non ci sta e replica: “Renzi si crede Obama, ma non lo è. E solo il sindaco di una povera e piccola città”. All’origine della discussione la video intervista che Renzi concede a RepubblicaTv, dove il primo cittadino di Firenze, interrogato in merito ad un eventuale pentimento sulle accuse Marchionne, Renziha risposto: “Non ho cambiato idea io, è Marchionne che ha preso in giro lavoratori e politici dicendo una cosa che non avrebbe fatto”. “Non ho mai immaginato Marchionne come modello di sviluppo per l’economia – continua il sindaco di Firenze senza risparmiare una stilettata ai vertici del Pd – lui andava ai congressi Ds dove c’erano D’Alema e Bersani, e Bertinotti ne parlava come del borghese buono”. “Renzi è la brutta copia di Obama e sindaco di una piccola, povera città”, ribadisce Marchionne.

Il botta e risposta continua poi su Facebook: “Vorrei dire all’ingegner Marchionne che è liberissimo di pensare che io non sia un politico capace. Ma prima di parlare di Firenze, città che ha dato al mondo genio e passione, faccia la cortesia di sciacquarsi la bocca, come diciamo in riva d’Arno”, scrive Renzi su Facebook. “Attacchi pure me, ma che senso ha offendere una città che si chiama Firenze e i suoi abitanti?”, aggiunge. Ed il sindaco di Firenze scatena le reazioni anche del Partito Democratico, in particolare in merito all’attacco contro  Massimo D’Alema, che in una intervista (poi in parte smentita) aveva detto: “Non mi farò rottamare da Renzi”. “D’Alema ha detto che mi farò male – è la replica – è un linguaggio intimidatorio che non mi piace e che non mi aspettavo dal presidente del Copasir”. “D’Alema ha detto che a Sulmona la settimana scorsa ci sono arrivato in jet privato e sono salito in camper solo alle porte della città? Sì, è vero, l’ho fatto per andare al funerale di Pier Luigi Vigna che è un pezzo di storia di Firenze, e non avevo altra possibilità che fare 40 minuti di volo, ma me lo sono pagato di tasca mia. In camper ci vado per incontrare la gente”. “I gerarchi del Pd non sono riusciti a intervenire su conflitto di interessi, ambiente, asili – è l’accusa di Renzi – non possono criticarmi. Se D’Alema si ricandida non fa un buon servizio a Bersani. La sua occasione per cambiare il Paese l’ha avuta. Se vinco le primarie a questi signori dico grazie e arrivederci”.   Dov’era D’Alema quando si mandava a casa il governo Prodi? A fare l’inciucio con Cossiga e Mastella che è stato l’origine di tutti i guai dell’Ulivo”. “ Io non accuso nessuno, è Renzi che reiteratamente conduce polemiche personali”, risponde laconico D’Alema ai cronisti che a Montecitorio gli chiedono un commento sulle parole del sindaco di Firenze. “Io non ho rilasciato interviste né fatto polemiche. Subisco questa situazione”.

 

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