Matteo Renzi è quasi sicuro. Il governo del contratto tra M5S e Lega ha le ore contate. E difficilmente resterà alla guida del Paese. Difficile, per l’ex premier dem, che arrivi a dicembre. In un video su Facebook, il senatore dem, lancia un avviso ai naviganti del suo partito e alle opposizione del governo gialloverde. “Presto toccherà di nuovo a noi. A settembre, ottobre vedrete che ci sarà da divertirsi”. Il messaggio è chiaro: prepariamoci ad elezioni anticipate. Ma come vorrà riconquistare lo scranno di palazzo Chigi con un partito al minimo storico? Per ora sembra impossibile. Ma non si esclude dietro alcune frasi sibilline l’ex premier abbia voluto dare il via al nuovo soggetto politico che i rumoros dicono vicino alla nascita. Per l’ex numero del Pd, almeno sulla carta, tre sono le ragioni che lo portano ad affermare che il governo Conte avrà vita breve: la finanziaria e le due inchieste di Genova e Roma che investono la maggioranza di governo. Innanzitutto la Lega.
“Non si possono minacciare i magistrati di Genova quando hai fatto un’operazione che ha ricevuto una condanna”, dice rivolgendosi a Salvini. E sarcasticamente al segretario della Lega dice: “Salvini dice che chi tira le uova è un cretino, ma allora, avendolo fatto in passato anche lui, per sillogismo”. Poi c’è Roma e l’inchiesta sugli attacchi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ricorda i tanti falsi profili Twitter da cui è partita l’offensiva sul web contro Mattarella proprio nelle ore in cui Di Maio ne chiedeva l’impeachment. “Nella notte dello scontro tra il presidente e i 5 Stelle – ricorda l’ex premier – Di Maio decide di chiedere l’impeachment per Mattarella. Un’idiozia pura. In quel momento parte una campagna con la creazione di profili falsi sui social e l’hastag #Mattarelladimettiti. Cioè, un soggetto a metà tra una società privata e un movimento politico produce dei profili falsi. Il punto è: e se la Procura che ha aperto l’indagine scoprisse che ci sono strutture che decidono di mettere in piedi un attacco al presidente della Repubblica tramite profili falsi e fake news?”. Secondo lui la manina è la stessa che ha attaccato la sua famiglia sul caso Consip e per questo ha chiesto di essere ascoltato da Pignatore. Accanto a questa querelle squisitamente elettorale propagandistica, anche se sul dossier Mattarelle usa parole forti che devono essere immediatamente vagliate dagli organi giudiziari, per Renzi il governo Conte cadrà sulla finanziaria.
“Le promesse della campagna elettorale sono destinate a rimanere tali” perché si sta assistendo “più slogan che sostanza” che “fanno ballare i mercati finanziari”. Per il senatore Dem flax tax e reddito di cittadinanza non troveranno casa nella prossima legge di bilancio. E quindi finirà il matrimonio elettorale con i cittadini italiani.
Quindi, è il suo ragionamento, bisogna attrezzarsi. Lui lo farà sempre dalla Leopolda che quest’anno sarà “un evento che va oltre i confini del Pd”. Ci sarà più società civile che partito. Una occasione per lanciare il suo movimento sulla scia di ‘En Marche’ di Macron. Perché il Pd, così com’è, non potrà vincere. Bisogna andare oltre.
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