Renzi tra legge elettorale e fabbrica

Il premier Matteo Renzi è stato allo stabilimento Piaggio Aerospace a Villanova d’Albenga per l’inaugurazione,  e gli sono state chieste informazioni riguardo alla  legge elettorale: “Qui davanti a voi  c’è il futuro e voi mi parlate di legge elettore. Il patto del Nazareno non può essere fermato e rallentato perché qualcuno ha paura di mandare avanti le riforme. Se qualcuno pensa di fare il temporeggiatore, noi diciamo che andiamo avanti anche da soli perché c’è un senso di urgenza sulle riforme e la settimana prossima  incardiniamo il testo della legge elettorale in Senato”.  In realtà scricchiola molto l’accordo tra Renzi e Berlusconi,  ed il premier affida il tutto alla ministra Boschi, che non teme di fare la voce grossa: “Se sulla legge elettorale Forza Italia si tira indietro, noi andiamo avanti lo stesso”. In Forza Italia c’è realmente una forte polemica sull’Italicum,  tanto che Renato Brunetta dice: “Non siamo più disposti ad accettare gli atteggiamenti totalitari di Renzi”. Il premier comunque non molla sulla legge elettorale perché vuole fare recuperare al Paese una forte credibilità attraverso la volontà ferma di cambiare pagina. Ora deve piegare all’intesa non solo la sinistra del Pd,  ma anche Silvio Berlusconi che è stretto tra le faide interne di Forza Italia. I fedelissimi del Cavaliere, leggi Gianni Letta, Fedele Confalonieri ed i figli Marina e Barbara, consigliano prudenza. Berlusconi è nella posizione dell’asino di Buridano  che non riesce a scegliere tra due elementi identici, ritrovandosi con  la volontà paralizzata,  a meno che non scelga di non scegliere. Il Berlusca deve decidere, fuor di metafora, se ritagliarsi ancora un ruolo politico con Renzi, rischiando, allo stesso tempo, di perdere pezzi del suo partito pronti ad emigrare verso l’accoppiata Salvini-Meloni. Il premier,  dal canto suo, con molto tempismo e metodicità, chiede a Berlusconi di rompere gli indugi,  e di non aver paura di perdere pezzi sfidando a viso aperto la fronda interna. Giovedì prossimo Berlusconi incontrerà i gruppi parlamentari di FI ma è per il momento in acuta fibrillazione, mentre Renzi lunedì farà un vertice di maggioranza con Angelino Alfano. Dopo aver risposto alla domanda,  il premier continua:  “Guai a pensare che si possa fare del mondo del lavoro il terreno dello scontro. E’ un appello che ho fatto nei giorni scorsi e che rifarò  affinché ci sia la capacità di non mettere gli uni contro gli altri.  E’ giusto avere idee diverse, ed è giusto e bello confrontarsi”.  Sottolinea poi il senso di appartenenza che c’è in una fabbrica, in un luogo di lavoro: “Quando si sta un un’azienda ci lega qualcosa di più che lo stipendio, ma l’idea di appartenere a una storia. Dobbiamo smettere di pensare che il tempo che ci riguarda è il passato.  È il futuro, il paese è pieno di esperienze di assoluta eccellenza che è in grado di togliersi di dosso la paura, la muffa, l’idea che la rassegnazione la vinca. La storia si studia, certo, ma si deve scrivere.  Oggi si inaugura una fabbrica, è bellissimo, ma la fabbrica più grande che si inaugura oggi è il nostro desiderio di non accontentarci di fare le comparse, di essere ai margini del mondo, di non essere solo dei numerini. Noi rappresentiamo la storia di un Paese che ha scritto pagine meravigliose ma che è convinto che la pagina più bella debba ancora arrivare e ci saranno dei rischi da correre li correremo”.

Cocis

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