Renzi tra Colle e riforma costituzionale

Renzi, in un’intervista a Repubblica, ricorda a Berlusconi l’impegno per le riforme entro gennaio.     “L’Italicum è in aula a dicembre e Berlusconi si è impegnato con noi a dire sì al pacchetto con la riforma costituzionale entro gennaio. Io resto a quel patto”. E’ un modo diretto e forte per rispondere all’ex cavaliere che parla di Giuliano Amato come futuro presidente della Repubblica. Il mio nome, dice il premier, per il Colle è e resta Napolitano. Non apro una discussione finchè il capo dello Stato è al suo posto. I nomi si fanno per sostenerli o per bruciarli. È sempre la stessa storia dal 1955. La corsa è più complicata del palio di Siena ed i cavalli non sono nemmeno entrati nel campo. E’ bene, continua, che il presidente della Repubblica si elegga con la maggioranza più ampia possibile. Ma non voglio discuterne perché sarebbe irriguardoso nei confronti di Napolitano e segno di scarsa serietà verso i cittadini. In realtà anche la minoranza del Pd vuole giocare la partita del Quirinale, ed aspetta che Renzi dia il via per indicare al partito un nome su cui discutere. Il coordinamento dei dissidenti formato da Gianni Cuperlo, Pippo Civati, Stefano Fassino, Francesco Boccia e Alfredo D’Attorre al momento dell’elezione del capo dello Stato faranno sentire il loro peso. Tra Camera, Senato e delegati regionali contano 100 grandi elettori. Prodi è nei loro discorsi e metterebbe d’accordo tutti. Civati ci scherza sopra e ricorda che Berlusconi abbia detto che in caso di elezione di Prodi sarebbe scappato all’estero. In realtà il nome del prossimo presidente della Repubblica non potrà nascere da un accordo tra Renzi e Berlusconi. Il capo dello Stato dovrà essere libero dai condizionamenti delle forze politiche e forte nelle istituzioni in qualità di garante per il Paese. Capo dello Stato a parte il premier nell’intervista tocca anche altri temi dicendosi disponibile all’acciaio gestito da privati “ma non al costo di far saltare Taranto. Stiamo valutando se intervenire sull’Ilva con un soggetto pubblico, per tutelare occupazione e ambiente e quindi rilanciarla poi sul mercato”. Toccando il problema scioperi parla della Camusso dicendo che alza i toni in vista dello sciopero generale: “La Cgil deve tenere alta la tensione e i toni in vista dello sciopero generale ma se pensano di bloccarci, si sbagliano di grosso. Il tema vero è creare occupazione e dare nuove tutele a chi lavora. Questo fa una sinistra moderna”. La diversità aiuta e stimola il dibattito, ma quando poi ci sarà il premio alla lista servirà una gestione diversa dei processi decisionali. La discussione su disciplina e libertà di coscienza è di fondo la nuova sfida del gruppo dirigente Pd.

Cocis

 

 

Lo dice Renzi intervistato da Repubblica.

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