Renzi sulla riforma scuola tira dritto

Ascolto, dibattito  nel merito ma, poi, le scelte le fa il governo. Il premier Matteo Renzi in un nuovo botta e risposta su Twitter con i professori sulla riforma della scuola, ribadisce la linea:”Ascoltare significa ascoltare, non assecondare per forza”, è il concetto. “Ascolto, dibattito nel merito ma le scelte le fa il governo”. Intanto i Cobas sfidano il garante degli scioperi che ha detto che uno stop sarebbe “illegittimo”, e indicono due giorni di blocco degli scrutini e di tutte le attività scolastiche. Stop, quindi,  per due giorni consecutivi successivi alla fine delle lezioni, con l’auspicio che l’azione di lotta riceva l’adesione anche degli altri sindacati del settore. Renzi, a chi sostiene che abbia aperto al confronto per timore delle Regionali, ribadisce la sua determinazione a portare a termine la legislatura e votare nel 2018. “Le elezioni politiche saranno nel 2018. Quelle europee nel 2019. La scuola c’è sempre”, risponde ad un follower su twitter che associa scuola ed elezioni. I sindacati sono comunque divisi sul blocco degli scrutini per due giorni. Cgil, Cisl e Uil prima di annunciare qualsiasi tipo di azione vogliono vedere il testo della riforma dopo il pronunciamento di Camera e Senato. I Cobas sono pronti a proseguire la lotta anche oltre i due giorni di blocco indetti e ne discuteranno nelle giornate di mobilitazione unitaria tra domani e il 20, in occasione del voto sul Ddl alla Camera. Il blocco degli scrutini, ad esempio, non piace alla Cisl: “Siamo contrari a una scelta del genere che si mette contro le famiglie e gli studenti”. Ricordiamo che non c’è un calendario nazionale degli scrutini e dei giorni in cui si fanno, perché variano da scuola a scuola e molti professori sono in completo disaccordo con questo sciopero. Si sta completando l’anno scolastico, ci sono le ultime interrogazioni e i compiti in classe. Il presidente emerito della corte costituzionale Cesare Mirabelli spiega di non credere che si possa arrivare al blocco degli scrutini: “Tutelare il diritto degli studenti ad ottenere le valutazioni annuali deve essere una priorità”. Se l’autorità garante sugli scioperi dovesse dare indicazioni di rinviare o limitare lo sciopero nel corso degli scrutini, i sindacati si adeguerebbero visto che l’effetto politico della protesta sarebbe raggiunto. L’autorità garante, come scrivevamo in precedenza, ha lanciato un avvertimento e i Cobas non hanno ancora proclamato la protesta. Se si arriverà ad una proclamazione vera e propria l’autorità potrà dare delle prescrizioni facendo, ad esempio, slittare le date. Se queste venissero violate scatterebbero le sanzioni nei confronti delle organizzazioni sindacali che violano il dispositivo.

Roberto Cristiano

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